L'evento
mercoledì 2 Settembre, 2026
Autumnus, tutto pronto per la sesta edizione del festival enogastronomico a Trento: oltre 200 appuntamenti in programma in dieci giorni
di Lucia Ori
La novità è il "Passaporto del Tempo ritrovato", per spingere i visitatori a scegliere le esperienze da vivere piuttosto che inseguire l'intero palinsesto
Il tempo, quello che normalmente manca quando si cerca di infilare un appuntamento dopo l’altro, diventa il protagonista di Autumnus. La sesta edizione della manifestazione dedicata ai frutti della terra e all’enogastronomia trentina torna in città dall’1 all’11 ottobre, quando il centro storico di Trento ospiterà oltre 200 appuntamenti tra degustazioni, incontri, show cooking e cene d’autore, ma l’invito rivolto al pubblico sarà quello di non correre. La novità dell’edizione 2026 è il «Passaporto del Tempo Ritrovato», pensato per spingere visitatori e appassionati a scegliere le esperienze da vivere, anziché inseguire l’intero programma. La formula prevede cinque «Missioni» ognuna con tre esperienze tra degustazioni, laboratori e incontri nei luoghi più rappresentativi della città: chi sceglierà un’esperienza per ciascuna missione otterrà un Sigillo. Con cinque Sigilli si diventa «Custode del Tempo Ritrovato».
«Non diciamo alle persone di fare tutto, ma di scegliere», spiega Marco Lazzeri, presidente della ProLoco Centro Storico di Trento, che organizza la manifestazione. Autumnus continuerà a utilizzare il centro storico come un grande palcoscenico diffuso, portando l’enogastronomia dentro palazzi, musei, piazze e luoghi della cultura. «Oltre al tempo, si è voluto dare spazio alla qualità. Quale posto migliore dei luoghi simbolo della città per poter far vivere un’esperienza meravigliosa a coloro che parteciperanno?», sottolinea Cristina Collettini, direttrice del Castello del Buonconsiglio. Proprio il Castello sarà al centro di «Stelle al Castello», la cena in programma sabato 10 ottobre per un massimo di cento persone. Il menù sarà affidato a otto chef stellati e maestri pasticceri. Il programma manterrà una forte attenzione alle produzioni locali.
Dall’8 all’11 ottobre il Sistema Marchio Qualità Trentino sarà protagonista di un percorso dedicato a tracciabilità, riconoscibilità e trasparenza delle filiere, con il Mercato di piazza Mostra, degustazioni guidate e laboratori. Dal 9 all’11 ottobre, in via Belenzani, saranno invece protagonisti quattro vitigni autoctoni: Nosiola, Müller-Thurgau, Marzemino e Teroldego, raccontati da sommelier e vignaioli. A fare da contrappunto alla dimensione territoriale sarà quest’anno la Borgogna. Palazzo Bortolazzi ospiterà un focus sulla regione francese, con una selezione di vini che comprenderà bianchi di sei realtà di punta: l’obiettivo è mettere a confronto eccellenze diverse senza trasformare l’appuntamento in un’esperienza riservata a pochi. Dal territorio allo scambio internazionale anche in piazza Battisti, dove dall’8 all’11 ottobre tornerà il ristorante temporaneo e dove chef provenienti da Francia e Svizzera porteranno in tavola una rilettura delle materie prime trentine, mescolando tecniche e tradizioni diverse. Allo Spazio Archeologico del Sas il pubblico potrà riscoprire la storia dell’alimentazione nell’antica Tridentum, mentre tra Torre Civica e Palazzo Pretorio sono previste visite guidate abbinate alla degustazione delle bollicine Trentodoc. Piazza Duomo sarà dedicata soprattutto alle famiglie, con laboratori e mostre. Palazzo Geremia e Palazzo Thun proporranno un percorso tra botanica ed enologia, mentre a Palazzo Roccabruna troveranno spazio laboratori dedicati a pane, miele, birre artigianali e formaggi di malga. La manifestazione allargherà inoltre lo sguardo oltre il capoluogo, grazie alla partecipazione di cinque Apt: Trento, Paganella, Madonna di Campiglio, Val di Fiemme e Alto Garda.
«Sei anni fa, nessuno avrebbe pensato che saremo stati qui oggi. Siamo fieri di poter avere un’edizione così ricca», afferma l’assessore provinciale al turismo Roberto Failoni. Un’edizione che vuole dunque crescere senza inseguire soltanto i numeri, puntando sulla qualità dell’esperienza e sul coinvolgimento del territorio. «Quando ci immaginiamo la vita di un prodotto, dalla sua nascita, alla cura impiegata per coltivarlo e farlo crescere fino al momento del raccolto, pensiamo anche alla condivisione e alla convivialità, al tempo insieme», osserva la vicesindaca di Trento Elisabetta Bozzarelli. A sostenere il programma saranno anche Muse, Mets e Fondazione Edmund Mach, insieme alle realtà del comparto vitivinicolo e alle principali istituzioni culturali cittadine. Non mancherà la formazione, con gli studenti della Scuola di Arte Bianca di Rovereto, dell’Istituto Cipriani di Levico e del CFP di Tione coinvolti nelle attività con gli chef. A garantire l’organizzazione degli appuntamenti saranno infine oltre 150 volontari.
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