Il caso

lunedì 11 Maggio, 2026

Assistenza domiciliare, Asuit assegna il bando a una realtà fuori dal Trentino. Federcoop critica: «Rischi per personale e qualità del servizio»

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In una nota Via Segantini manifesta la sua perplessità. «Il sistema trentino rischia di perdere competenze e continuità»

L’assegnazione della gestione del servizio di assistenza domiciliare da parte di Asuit a un soggetto esterno al territorio trentino accende la preoccupazione della Federazione Trentina della Cooperazione, che teme ricadute immediate sia sulla tenuta occupazionale sia sulla qualità dell’assistenza garantita agli utenti.

L’appalto, destinato a entrare in vigore nei prossimi mesi, riguarda un settore particolarmente delicato del welfare territoriale e arriva in un contesto già segnato da una cronica carenza di personale qualificato. Secondo la Federazione, il rischio è che l’ingresso di un operatore senza radicamento locale possa mettere in difficoltà un sistema costruito negli anni dalle cooperative sociali trentine.

In una nota, la Federazione sottolinea infatti come il mercato del lavoro socio-sanitario in Trentino sia «caratterizzato da una disponibilità di operatori strutturalmente insufficiente rispetto alla domanda» e ricorda che le cooperative che finora hanno gestito il servizio «conoscono bene questa realtà, avendo costruito nel tempo reti di personale difficilmente replicabili da un operatore che non abbia radici e storia sul territorio».

La criticità non riguarderebbe soltanto il reperimento degli operatori, ma anche l’organizzazione concreta del lavoro. La quasi totalità dei contratti nel comparto, viene spiegato, è infatti a tempo parziale con clausola elastica e spesso lo stesso lavoratore svolge contemporaneamente prestazioni socio-sanitarie e socio-assistenziali riferite a contratti differenti.

Secondo la Federazione Trentina della Cooperazione, questo sistema «non può essere semplicemente trasmesso a un nuovo gestore con un atto amministrativo: richiede conoscenza, relazione, adattamento continuo». Un equilibrio definito particolarmente fragile e dinamico, considerando che «ogni giorno è diverso da un altro».

La Federazione assicura comunque attenzione rispetto alla situazione occupazionale dei lavoratori coinvolti nel passaggio. Le cooperative associate starebbero già valutando sia la possibile cessione di personale sia percorsi di ricollocazione interna e redistribuzione dei carichi di lavoro all’interno del sistema cooperativo trentino.

L’obiettivo dichiarato è quello di garantire continuità occupazionale e accompagnare la transizione senza lasciare soli gli operatori coinvolti. «La Federazione si impegna a supportare attivamente questo processo, in raccordo con le cooperative interessate e con le rappresentanze sindacali, per garantire che nessun lavoratore si trovi ad affrontare questo passaggio senza un’adeguata rete di sostegno» si legge nella nota.

Parallelamente, le cooperative starebbero lavorando alla mappatura delle unità di personale coinvolte nel servizio di cura sociosanitaria e alla quantificazione delle ore di lavoro riferite all’appalto Asuit, con l’ipotesi di sviluppare «progetti intercooperativi capaci di valorizzare il capitale principale delle proprie realtà, rappresentato proprio dalle risorse umane coinvolte».

È già stata inoltre programmata una riunione con le organizzazioni sindacali del settore per fare il punto sul personale interessato dal passaggio alla nuova realtà aggiudicataria.

Resta però aperta, secondo la Federazione, la questione centrale legata alla qualità del servizio. «La qualità dell’assistenza domiciliare non dipende solo dalla capacità di elaborazione di un testo di progetto, ma dalla capacità di chi gestisce il servizio di stare sul territorio, di conoscerne le persone, di tenere insieme lavoro e cura» evidenzia la nota.

Da qui l’appello rivolto alle istituzioni affinché nelle future valutazioni vengano considerati non soltanto gli aspetti formali o economici degli appalti, ma anche il valore dell’esperienza territoriale e della continuità relazionale costruita negli anni dagli operatori locali. La Federazione conclude ribadendo la disponibilità «al confronto per individuare le soluzioni più adeguate nell’interesse degli utenti, dei lavoratori e dell’intera comunità».