Trento

martedì 20 Ottobre, 2026

Al Santuario delle Laste l’ultimo addio ad Angelo Del Favero, il cardiologo che divenne frate

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Proseguiranno i suoi progetti, uno su tutti la lotta alla violenza domestica sostenuta dalla Caritas

Nessuna tomba di famiglia per padre Angelo Del Favero (in religione: Angelo dell’Annunciazione) sepolto oggi (martedì 20 ottobre), nella nuda terra, del cimitero di Trento. Il religioso, figlio dell’ingegner Ito del Favero, un imprenditore molto noto nel Trentino del secolo scorso, aveva stupito molti quando, nel 1985 aveva lasciato il camice di medico cardiologo (vice del primario Furlanello, al Santa Chiara) per indossare il saio dei Carmelitani. «Non sono mai stato attaccato al denaro» dichiarò due anni fa in una lunga conversazione con il T. Sacerdote da 35 anni, è morto a 78 anni dopo una breve degenza nel reparto geriatrico degli Istituti ospedalieri di Trento.

Ieri, nel santuario delle Laste, dove ha trascorso parte della sua vita da religioso, padre Angelo Del Favero è stato salutato da una folla di amici, di ex colleghi medici, dalle sorelle e dai nipoti. Pino Morandini (1949), già consigliere provinciale e magistrato, fondatore in Trentino del Movimento per la Vita, ne ha tracciato la biografia e le tappe che hanno portato Angelo Del Favero dal camice all’altare. Un professionista che, divenuto frate, ha donato tutti i propri beni per aiutare quel Movimento a crescere, a dare un tetto e un letto alle mamme in difficoltà e ai loro figli. La struttura di viale Bolognini a Trento, per quarant’anni «Casa di accoglienza alla vita P. Angelo», ha modificato il nome, ma non l’impegno, in «L’alveare – abitare il cambiamento». In verità, sul cambio di nome lo stesso religioso aveva avuto qualche perplessità. Tant’è che oggi il medico-pediatra, Antonio Mazza, a lungo presidente di Casa accoglienza, ha fondato una nuova associazione «P. Angelo solidarietà nel mondo», sostenuta dalla Caritas Tridentina e in collegamento con la Caritas di Kampala, «House for Life Father Angelo». In particolare, spiega il dottor Mazza, «si portano avanti progetti per combattere la violenza domestica». In tal modo, dice, «la nuova associazione continuerà a mantenere viva la presenza di padre Angelo anche in terre lontane».

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