L'intervista
giovedì 25 Dicembre, 2025
Il Natale in Trentino della famiglia Singh: «Festeggiamo anche noi, nel nostro ristorante menu indiano»
di Alberto Folgheraiter
Pupinder Singh vive in Italia da 23 anni ed è titolare di un ristorante etnico a Trento: «Anche oggi cuciniamo piatti della nostra tradizione, è quello che ci viene chiesto»
Il Natale della famiglia Singh sarà un giorno di lavoro come gli altri «anche se lo festeggiamo, sia pure a modo nostro, perché siamo italiani, ormai». Pupinder Singh ha più di 50 anni e vive in Italia da 23. È il titolare di uno dei numerosi ristoranti etnici (propongono la cucina indiana e non solo) che lui, i suoi fratelli, i cugini, l’intera famiglia allargata posseggono o hanno in gestione nel Trentino. Fanno parte di quel popolo della diaspora, i Sikh, che conta, nel mondo, 25 milioni di emigrati. Soprattutto in Canada, Stati Uniti, Gran Bretagna.
Racconta: «Nel 1947 il Punjab, la nostra terra, fu diviso tra India e Pakistan. Gran parte della popolazione Sikh si trasferì in India o emigrò, inizialmente, nelle nazioni di lingua inglese». In Italia i Sikh sono 100 mila, vivono in maggioranza al nord dove sono arrivati quarant’anni fa (Mantova, Torino, Cremona e pure nel Lazio). A Pessina Cremonese sorge il grande tempio, Gurdwara Shri Kalgidhar Sahib, in Europa secondo solo a quello di Londra. «La nostra religione, spiega Pupinder Singh, è stata fondata nel XV secolo da Shri Gurui Nanak ji, nato nel 1469 in un villaggio vicino a Lahore in Pakistan».
Una religione monoteista che crede in un unico essere supremo, il Creatore. Si basa su tre principi: venerare il nome di Dio, lavorare con onestà, condividere con gli altri quanto si possiede. Dopo il fondatore si sono avuti dieci Guru i quali hanno sviluppato la filosofia religiosa dei Sikh. Il decimo guru, vissuto nel XVII secolo, nel 1604 compilò le sacre scritture Sikh. Vi si stabilisce che «tutte le credenze religiose devono essere rispettate per la loro nobiltà di intenti». Le loro feste sono legate ai giorni di nascita dei dieci guru. La principale, come Natale, cade tra il 13 e il 14 aprile e rievoca la nascita della Khalsa, la comunità dei Sikh. Quelli osservanti non tagliano mai i capelli che portano raccolti sotto un turbante.
Nel corso della giornata i devoti Sikh devono recitare sette preghiere. Seguono rigide norme alimentari che vietano carne, pesce e i loro derivati, uova, alcolici e tabacco. La loro, pertanto, è una cucina vegetariana. Che cosa bollirà in pentola giovedì 25 dicembre? «Esclusivamente piatti della tradizione dell’India perché è questo che ci viene chiesto nel nostro locale in corso Buonarroti. Altri ristoranti della nostra famiglia propongono la cucina italiana o la pizza, dipende. Noi siamo qui da una vita. Festeggiamo il Natale così come il nuovo Anno»