l'intervista
mercoledì 24 Settembre, 2025
Le chiese di Isfahan, città iraniana-armena che insegna convivenza. Hejazi: «In quattro secoli nessun caso di intolleranza»
di Gabriella Brugnara
Tra moschee maestose e palazzi sontuosi, l’architetto spiega i segreti della zona dove coesistono persiani e armeni: «La convivenza porta benessere e può essere una risposta. Dobbiamo imparare dalla storia»
Moschee grandiose, palazzi sontuosi, una delle piazze più grandi del mondo e il fiume Zayandeh-rud che segnava il confine con Jolfa, il quartiere cristiano armeno, oggi parte integrante della città. È qui che iniziò una convivenza che dura da oltre quattro secoli, resa possibile dalla lungimiranza di Abbas I, che trasferì a Isfahan migliaia di armeni, consentendo loro di conservare lingua, tradizioni e religione. Una convivenza che continua ancora oggi e che parla di «iraniani armeni», non di «armeni iraniani», a sottolineare l’inclusione di una comunità diventata parte viva della città. Il fascino di Isfahan, città nel cuore dell’Iran, era tale da farle meritare l’appellativo di «metà del mondo». Col...
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