Mondo
venerdì 13 Giugno, 2025
Raid di Israele sull’Iran: tra le vittime il consigliere dell’ayatollah e il comandante delle guardie islamiche rivoluzionarie
di Redazione
Alle 2.30 un attacco senza precedenti nella tesissima storia tra i due Paesi. Netanyahu: «Un grande successo»

L’aeronautica militare israeliana ha avviato una serie di attacchi in Iran dopo l’annuncio del ministro della Difesa Israel Katz che ha dichiarato lo stato di emergenza speciale in tutto lo stato di Israele. Il raid è iniziato attorno alle 2.30 di oggi, venerdì 13 giugno e, data l’ampiezza e l’intensità dell’operazione, la notizia è stata presto diffusa dai media di tutto il mondo.
Non si tratta del primo scontro diretto fra i due Paesi. Dall’aprile del 2024 Teheran e lo Stato ebraico si sono già scambiati per due volte attacchi reciproci. A differenza del passato, questa volta però Israele non ha preso di mira solamente infrastrutture militari, ma anche siti nucleari. Qui di seguito una panoramica dei principali avvenimenti che hanno coinvolto direttamente i due Paesi a partire dal 7 ottobre 2023.
Ci sarebbero anche «vittime illustri». Fonti informati hanno riferito al media Iran International che il consigliere politico dell’ayatollah Ali Khamenei, Ali Shamkhani è morto. In precedenza i media iraniani avevano riferito che l’uomo aveva riportato gravi ferite dopo l’attacco sferrato da Israele contro l’Iran durante il quale era stata presa di mira anche la sua abitazione. Sarebbe morto ancheb generale Hossein Salami, comandante in capo del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica
Per il primo ministro isrealiano, Benjamin Netanyahu, l’attacco di Israele contro l’Iran è stato «un grande successo». «Abbiamo colpito il comando di alto livello, abbiamo colpito scienziati di alto livello che promuovono lo sviluppo di armi nucleari, abbiamo colpito installazioni nucleari – ha affermato in una dichiarazione video, seduto accanto al ministro della Difesa, Israel Katz, al ministro degli Affari strategici, Ron Dermer, al ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, al leader del partito Shas, Aryeh Deri, e al ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir -. Stiamo ottenendo risultati ma so, e lo sapete anche voi, che non esistono guerre facili».