L'INTERVISTA
martedì 28 Maggio, 2024
Overtourism, D’Angelo (Apt): «Accesso al lago di Molveno con posteggi solo su prenotazione»
di Giovanni Beber
Il direttore dell’Apt Dolomiti Paganella: «Un punto di partenza per combattere il sovraffollamento»
Di overtourism abbiamo parlato con Luca D’Angelo, direttore di Apt Paganella, che insieme a Trentino Marketing e Comune di Molveno ha svolto nell’ultimo anno uno studio con il supporto dell’Ata Dolomiti di Brenta e la cui finalità era capire se e come contingentare gli accessi al lago di Molveno.
Direttore, è favorevole al contingentamento degli accessi l lago di Molveno?
«Sì, sarebbe meglio. Il punto di partenza dell’analisi effettuata durante la scorsa estate e conclusasi recentemente era infatti quello di capire se le spiagge del lago risultavano sovraffollate e se erano fonte di stress per i turisti».
Come avete realizzato la vostra analisi?
«L’unione di intenti tra Apt, Comune e Ata delle Dolomiti di Brenta ci ha permesso di raccogliere una mole di dati molto elevata. L’indagine è stata svolta su 500 turisti presi a campionario su tutta la stagione e in tutte le condizioni. Sono stati inoltre installati dei contatori di afflusso intelligenti sulle spiagge, in grado di contare i pedoni e dei rilevatori di afflusso sulle strade, in grado di calcolare numero di veicoli, inquinamento acustico e aria. Il supporto di Vodafone Analytics ci ha consentito anche di registrare anche i dati delle celle telefonichei. Questo ha reso possibile stimare con alta precisione il numero di persone presenti».
Che risultati avete raccolto?
«Non ci sono troppe persone sulle spiagge, ma troppe macchine sulle strade. Il problema per i turisti è quindi non tanto l’esperienza sul lago, ma le modalità di accesso alle spiagge, che sottopongono a stress. La morfologia del lago e le vie di accesso alle sue spiagge rendono pressoché impossibile contingentare il numero di accessi, ma si può lavorare invece sul numero di mezzi ».
Che soluzioni pensate si possano attuare?
«Dal momento che non è possibile cambiare le modalità di accesso più utilizzate dai turisti da un momento all’altro, per quest’anno abbiamo pensato a due prime soluzioni. Cureremo una campagna di sensibilizzazione per cercare di far capire al visitatore di giornata che il cambiamento vero e proprio sarà dal 2025, quando i parcheggi della zona diventeranno accessibili solo su prenotazione. In secondo luogo, effettueremo dei test, per cui in alcune giornate sarà possibile prenotare il parcheggio, che resterà però accessibile come sempre, fino a esaurimento. L’obiettivo finale che vorremmo raggiungere dall’anno prossimo è quello di realizzare dei parcheggi di attestamento, per evitare che tutti parcheggino a ridosso del lago, e di inserire dei varchi di accesso con dei posti liberi fino a esaurimento».
Crede che questa soluzione possa costituire un modello replicabile?
«Ogni situazione ha delle peculiarità che rendono necessario adattare le caratteristiche della soluzione. La componente realmente condivisibile della nostra analisi sono le tecnologie che abbiamo impiegato per raccogliere dati. Crediamo infatti che sia necessaria una solida base scientifica per proporre soluzioni».
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