giustizia
lunedì 11 Dicembre, 2023
Niente sfratto dall’appartamento di emergenza per chi ha più di 65 anni: anche la Corte d’appello respinge il ricorso di Itea
di Redazione
Confermata la decisione assunta dal Tribunale nel maggio scorso che si era opposto alla richiesta di sfratto contro una famiglia a Riva del Garda
«Gli inquilini Itea, se soggetti fragili, hanno diritto alla proroga dell’alloggio. Anche quando si stratta di un appartamento d’emergenza». Lo ha sancito la Corte d’Appello di Trento, confermando la decisione assunta dal Tribunale nel maggio scorso che si era opposto alla richiesta di sfratto di Itea contro un cittadino ultra sessantacinquenne che occupava, con la sua famiglia, un appartamento in Alto Garda sulla base di un contratto di locazione temporanea.
In sostanza la Corte ha ribadito che l’articolo 6 della legge provinciale 15/2005, che riconosce le condizioni di emergenza e fragilità, si applica a tutte le tipologie contrattuali.
La Corte ha argomentato, inoltre, la propria decisione facendo leva non solo sul dato letterale della disposizione ma altresì sul fine dichiaratamente perseguito dalla legge in materia di «politica provinciale della casa», ovvero la tutela dei soggetti ultrasessantacinquenni e dei soggetti che presentano un’invalidità pari o superiore al 75%.
Itea, basandosi sul parere del servizio casa della Comunità di Valle, aveva intimato alla famiglia lo sfratto, ritenendo non applicabile l’articolo della legge provinciale sull’edilizia popolare. Secondo la Corte d’Appello di Trento tale parere non solo non sarebbe da ritenersi vincolante, ma riporterebbe argomenti giuridici «non condivisibili», non tenendo conto di una situazione di oggettiva difficoltà del nucleo, composto da un anziano di 69 anni, una moglie malata e tre figli.
Sulla decisione esprime soddisfazione Sunia Cgil che con l’avvocata Stefania Franchini e con l’avvocata Rosalba Colasuonno ha seguito il caso e posto la questione davanti al Tribunale nella primavera scorsa. «La conferma della sentenza di primo grado non può che essere una buona notizia – ammette la segretaria provinciale Manuela Faggioni -. Come detto nei mesi scorsi il ricorso di Itea contro la decisione a favore dell’inquilino era una scelta legittima, ma non opportuna vista la mission sociale della società. In ogni caso speriamo che anche questo, insieme alla nuova presidenza, aiuti a costruire relazioni costruttive con Itea a vantaggio di tutte le inquiline e gli inquilini nel rispetto della legge». Faggioni, dunque, guarda al prossimo futuro. «Crediamo sia indispensabile un cambio di passo nelle politiche per la casa ed è indispensabile che la nuova giunta assuma tra le sue priorità di governo l’emergenza abitativa. Siamo molto preoccupati dello stallo in cui è bloccata la maggioranza. Oggi non abbiamo un titolare delle deleghe sulle politiche abitative perché anche quella «poltrona» è stata oggetto di uno sconcertante braccio di ferro tra i partiti di maggioranza. E’ tempo che questa situazione si risolva e che quella sulla casa sia una delega piena, che va esercitata con responsabilità e massimo impegno vista la grave difficoltà in cui versano molte famiglie. A tal proposito ribadiamo fin da subito la necessità che venga convocato il prima possibile l’Osservatorio provinciale sulle politiche abitative, creato e mai messo nelle condizioni di operare», prosegue Faggioni.
«Un risultato senz’altro soddisfacente, anche se siamo consapevoli che non mancano e non mancheranno i tentativi, e non solo da parte del legislatore provinciale, per cercare di limitare la portata dell’articolo 6bis della legge provinciale ai casi futuri. Questo articolo, però, è l’espressione della massima tutela che devono ricevere i soggetti fragili, anche nel rispetto dei principi costituzionali», commentano le avvocate Franchini e Colasuonno.
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