Lo sgombero
martedì 31 Ottobre, 2023
Sgombero ex-Sloi, il Comune di Trento: «Gli abitanti delle baracche indirizzati ai dormitori della città»
di Redazione
L'assessore alle politiche sociali Pedrotti: «È un gruppo legato da vincoli di parentela, ci sono anche alcune coppie che non vogliono dividersi. Visto che i dormitori sono esclusivamente maschili o femminili non è detto che accettino le sistemazioni proposte»
Sono state sgomberate stamattina le baracche abusive presenti nell’area a ovest della linea ferroviaria del Brennero all’interno del compendio ex-Sloi. All’interno c’erano tre donne e quattro uomini (nessun minore era presente), che erano già stati invitati preventivamente dal servizio Welfare e coesione sociale del Comune a richiedere un posto letto nei centri di accoglienza notturna per persone senza dimora.
«Con i nostri servizi sociali abbiamo verificato già nei giorni precedenti allo sgombero le condizioni degli abitanti delle baracche. Siamo andati a incontrarli anche con la mediatrice linguistico-culturale – spiega l’assessore al Welfare Alberto Pedrotti – Accertato che erano tutti adulti e non avevano problemi di salute, abbiamo spiegato quali erano le possibilità per avere un posto letto e quali le procedure da seguire per farne richiesta già giorni prima dello sgombero. È un gruppo legato da vincoli di parentela, ci sono anche alcune coppie che non vogliono dividersi. Visto che i dormitori sono esclusivamente maschili o femminili non è detto che accettino le sistemazioni proposte».
Le modalità dello sgombero erano state decise lo scorso 25 ottobre dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Un sopralluogo dell’Azienda sanitaria aveva evidenziato «insediamenti abitativi costituiti da fatiscenti baracche, costruite con materiali di fortuna, in una zona notoriamente inquinata e cosparsa di rifiuti; prive di acqua potabile e servizi igienici, con apparecchiature di riscaldamento e cottura cibi, logore e potenzialmente pericolose».
Il provvedimento di sgombero ordina ai proprietari delle aree la demolizione dell’accampamento e l’adozione delle misure necessarie per impedire l’accesso non autorizzato all’area o la ricostruzione degli accampamenti abusivi.
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