La polemica

sabato 23 Maggio, 2026

Il caso del volo privato di Malagò in val di Fiemme. Luigi Casanova (Mountain Wilderness): «Mobilitazione necessaria o spreco immorale?»

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L'ex custode forestale: «Un altro volo ha portato esponenti della polizia di Stato»

L’uso degli elicotteri per arrivare in montagna torna a far discutere. Questa volta i caso riguarda Giovanni Malagò, già presidente del Coni e presidente della fondaziome Milano Cortina, che ha utilizzato il mezzo, lo scorso giovedì 21 maggio, per la commemorazione di Werner Degiampietro, poliziotto morto lo scorso aprile. A segnalare il caso, Luigi Casanova, già custode forestale nelle Valli di Fiemme e Fassa e storica voce dell’ambientalismo alpino, interviene con dure critiche sulla gestione delle risorse pubbliche legate alla Fondazione Milano Cortina 2026 e sull’utilizzo di mezzi istituzionali durante una recente visita a Moena.

«Il 21 maggio sia il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, sia i massimi dirigenti della Polizia di Stato hanno raggiunto Moena utilizzando due elicotteri distinti. La visita era legata alla commemorazione di un poliziotto morto tragicamente in montagna», spiega Casanova, che premette, «massimo rispetto per la vittime», per poi aggiungere «ma è doveroso chiedersi se una simile mobilitazione di mezzi fosse davvero necessaria oppure se non rappresenti uno spreco immorale».

L’ambientalista sottolinea inoltre che i due elicotteri sarebbero già stati impiegati due giorni prima per verificare la possibilità di atterraggio nel campo sportivo di Moena. «Il 21 maggio – afferma – un velivolo ha trasportato Malagò da Trento, mentre l’altro ha portato da Venezia i vertici della Polizia di Stato».

Una volta atterrati al campo sportivo, aggiunge Casanova,«tre auto di servizio della polizia hanno accompagnato le personalità alla vicina caserma». Da qui la domanda polemica: «Tra personale impiegato e costi dei trasporti, quanto è costata ai cittadini questa puntatina?».

E nello stesso pomeriggio di giovedì, Malagò è intervenuto al Festival dell’Economia. E proprio sul presidente della Fondazione olimpica concentra un’altra parte della sua critica. «Oggi Malagò viene indicato come possibile figura per rilanciare il calcio italiano, un ambiente umiliato e in crisi –  osserva Casanova -. Ma davvero è la persona più adatta? Davvero rappresenta l’innovazione?».

L’esponente di Mountain Wilderness Italia e membro del direttivo di Italia Nostra punta poi il dito contro i conti della Fondazione Milano Cortina 2026. Richiamando alcune dichiarazioni di Malagò, ricorda come il presidente abbia sostenuto che la Fondazione sia «di natura privata» e che «a pagare siano gli azionisti e i soci fondatori».

Una definizione che Casanova contesta apertamente. «Tanto privata questa Fondazione non sembra – afferma -. Continua infatti a chiedere fondi pubblici, mentre tra i soci fondatori figurano le Regioni Lombardia e Veneto, le Province autonome di Trento e Bolzano, i Comuni di Cortina e Milano e lo Stato».

Secondo Casanova, le promesse iniziali di Olimpiadi «a costo zero» sarebbero ormai smentite dai numeri. «Si parla di quasi 400 milioni di euro previsti dalla legge dell’agosto 2025, di altri 310 milioni garantiti da Regioni e Comuni, oltre a ulteriori somme che emergeranno solo con lo scioglimento della Fondazione, fissato al 31 dicembre 2026».

Da qui la conclusione, durissima: «Se la Fondazione è davvero privata, allora siano i privati a pagare, insieme a chi ha approvato spese non previste. Perché, ancora una volta, devono essere i cittadini a coprire gli sperperi di soggetti nominati da enti pubblici?».