Economia

lunedì 26 Ottobre, 2026

In Trentino l’inflazione corre. La Cisl: «Per le famiglie 1.094 euro di spese in più, ora servono aumenti e risposte. Fugatti ci incontri»

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La Cisl Fp del Trentino chiede al governatore un incontro prima della manovra 2027 e la ripresa del confronto contrattuale: «Le maggiori entrate tornino a chi le ha pagate»

Secondo l’elaborazione dell’Unione Nazionale Consumatori sui dati Istat di settembre 2026, a Trento l’inflazione ha raggiunto il 3,8%: per una famiglia media significa 1.094 euro di spesa in più all’anno, più della media nazionale, nonostante un tasso di crescita dei prezzi leggermente inferiore. Nella stessa classifica il Trentino-Alto Adige è la terza regione d’Italia per aumento della spesa, con 1.153 euro a famiglia. A livello nazionale, secondo i dati definitivi diffusi dall’Istat il 16 ottobre, l’inflazione è salita al 4,2%, spinta dai beni energetici, cresciuti di oltre il 22% in un anno.

Il quadro di lungo periodo è ancora più eloquente. Secondo un’analisi del Sole 24 Ore del 19 ottobre, basata su dati Istat e Mef, da gennaio 2021 ad agosto 2026 i prezzi sono aumentati del 23,4%. Nello stesso periodo il gettito IVA è cresciuto del 54,8%: un andamento che dipende da più fattori, ma che conferma come i rincari si riflettano anche sulle entrate pubbliche. Lo stesso studio rileva che 28 agevolazioni fiscali hanno limiti di spesa fermi, in media, da 16 anni.

«L’aumento dei prezzi non è un’impressione: pesa sui bilanci delle famiglie, mentre una parte di quei rincari arriva alle casse pubbliche sotto forma di imposte sui consumi» dichiara Giuseppe Pallanch, Segretario generale della CISL FP del Trentino. «In Trentino il costo della vita incide più che altrove, e gli aumenti retributivi non bastano a recuperare il potere d’acquisto perduto. Le lavoratrici e i lavoratori pubblici chiedono risposte, non altre attese».

La CISL FP chiede al Presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, un incontro prima che la manovra di bilancio 2027 venga definita, e la ripresa immediata del confronto in APRAN. La prima richiesta è dare attuazione tempestiva agli accordi già firmati, a partire dalle progressioni economiche orizzontali per tutti gli aventi diritto, riducendo al minimo i tempi dopo i passaggi di controllo. Occorre poi valorizzare competenze e responsabilità attraverso le progressioni verticali previste dal Nuovo Ordinamento Professionale, con criteri trasparenti, risorse adeguate e tempi certi. Infine, va aperto subito il confronto sulla piattaforma sindacale, nel solco degli impegni già assunti, per individuare le risorse da inserire nella finanziaria provinciale 2027: servono stanziamenti quantificati, non dichiarazioni d’intenti.

Nel comparto delle Autonomie locali — Provincia autonoma di Trento, Comuni, Comunità di valle e APSP — servono piena e tempestiva applicazione degli accordi sottoscritti, attuazione del Nuovo Ordinamento Professionale e valorizzazione delle competenze e delle responsabilità del personale. Nel comparto sanità, in particolare, è necessario impiegare le risorse contrattuali per affrontare questa emergenza, rilanciando la contrattazione primaria.

«Gli aumenti contrattuali, frutto di stagioni di mobilitazione, rischiano di perdere efficacia di fronte alla corsa dei prezzi» prosegue Pallanch. «È il momento di mettere mano ai cordoni della borsa. Se l’aumento dei prezzi fa crescere il gettito fiscale, comprese le entrate che grazie all’autonomia restano in Trentino, è giusto che tornino a chi le ha pagate: in una fase così delicata, le maggiori disponibilità di bilancio vanno destinate prioritariamente alla tutela dei redditi e al rafforzamento dei servizi pubblici. L’autonomia speciale offre gli strumenti per fare ciò che a livello nazionale non si fa: un monitoraggio costante dei prezzi e politiche di contenimento su tariffe, servizi pubblici, energia e casa, con particolare attenzione agli affitti, costruite insieme alle parti sociali e al sistema economico e accompagnate da misure efficaci a sostegno delle famiglie».

«Al Presidente chiediamo date, cifre e impegni scritti. La contrattazione pubblica deve essere un modello, capace di fare da traino e da esempio per tutta la comunità trentina. Chi ogni giorno garantisce ai cittadini i servizi pubblici merita rispetto e risposte concrete, in tempi brevi».

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