il caso

sabato 10 Ottobre, 2026

«Sono bloccata all’estero, mandami soldi»: raggirato dalla ex con la scusa del Covid. Donna accusata di truffa

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La 50enne ha chiamato un coetaneo della Valsugana spiegando di non poter rientrare dalla Macedonia e poi ha reiterato le richieste di denaro

Ha approfittato della buona fede e dell’ingenuità di un uomo che si era invaghito di lei. E gli ha spillato soldi, almeno 2500 euro, inventando storie di presunte disavventure. Lei è una donna di origini siciliane di 53 anni e lui un coetaneo della Valsugana. Tra i due c’era stata una relazione affettiva tempo addietro, prima che lei decidesse di cambiare aria. Ma nell’uomo era rimasto sempre un sentimento che covava sotto la cenere della lontananza. Tanto che quando la donna si è rifatta viva chiedendo il suo aiuto, lui non ha esitato.
Si era inventata una storia fantasiosa, dicendo che era rimasta bloccata all’estero durante l’emergenza Covid e che non aveva un euro per tornare indietro. Il valsuganotto si è subito offerto di sostenerla. Solo che le richieste di denaro, arrivate tutte via WhatsApp, si moltiplicavano. Prima servivano contanti per il viaggio, poi per una notte in hotel, poi per altri mezzi di trasporto. Insomma, non finiva mai. Ma ogni volta l’uomo andava all’agenzia Western Union più vicina al suo paese e trasferiva i fondi. Un metodo comodo e veloce che ha però il difetto di non permettere di individuare il luogo in cui si trova chi materialmente riceve la somma. La donna continuava a chiedere denaro accampando scuse sul suo arrivo. Ogni volta c’era una difficoltà o un imprevisto che la teneva lontana dal rientro in Italia e dal suo arrivo in Trentino. Questo, fino a che la vittima non si è resa conto che la sua ex lo stava prendendo in giro. A quel punto è stato preso dalla rabbia e l’ha denunciata ai carabinieri. Del resto la conosceva bene, anche se non sapeva dove rintracciarla. I militari dell’arma ci hanno messo un po’, ma alla fine l’inchiesta è arrivata a conclusione e ieri si è aperto il procedimento davanti alla giudice Piccini del Tribunale di Trento. L’imputata è accusata di truffa ai danni dell’uomo, che ha la sola colpa di essersi fidato di lei e delle sue chiacchiere.
I fatti risalgono al periodo tra il settembre e l’ottobre 2021 quando il telefono dell’uomo squillò. Per la prima volta dopo tanto tempo, dall’auricolare uscì la voce della donna. Solo che non diceva parole al miele. Anzi, la sua tonalità sembrava più angosciata che innamorata. Gli ha raccontato che era rimasta bloccata in Macedonia e che aveva bisogno del suo aiuto per tornare a casa. La donna usava solo lo smartphone per chiedere soldi. Chiamava e inventava ogni volta una storia diversa. Dopo i preliminari puntava subito al sodo e sosteneva di essere in forte difficoltà, raccontando all’uomo con cui aveva avuto una storia anni fa di trovarsi davvero nei guai. Ha detto che era proprio rimasta al verde e dapprima ha chiesto una mano per comprare il biglietto dell’aereo. Il trentino, anche ricordando il legame passato, si è offerto di pagarle il volo. Lei lo ha ringraziato e gli ha prontamente fornito l’indirizzo della Western Union. Poi, però, sarebbero nate una serie di vicissitudini. Prima ha chiesto al coetaneo di pagarle la corriera per raggiungere l’aeroporto. Poi, ancora, che le saldasse un soggiorno in hotel in attesa della partenza. E infine ha preteso che le pagasse la permanenza e che sostenesse le sue necessità durante il periodo di quarantena all’arrivo in Italia. La vittima ogni volta inviava il denaro e la donna lo rassicurava sostenendo che lo avrebbe rimborsato. Poi il Covid è finito e dei soldi non c’era più traccia. Come della donna, del resto. L’uomo l’ha cercata in lungo e in largo, ma al numero di telefono non rispondeva nessuno e lei sembrava come sparita nel nulla. Così il 21 ottobre 2021, oltre un mese dopo le prime accorate richieste di aiuto, il valsuganotto si è deciso a presentare denuncia rendendosi conto di essere stato ingannato e raggirato.

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