Il lutto
martedì 25 Agosto, 2026
Pergine piange Ferdinando Carretta, volto storico degli alpini
di Redazione
L'impegno nel volontariato l'ha portato a operare a supporto delle popolazioni colpite dal sisma in Abruzzo nel 2009 ma anche all'estero
Una vita trascorsa nel segno degli Alpini e del volontariato, sempre pronto a partire quando c’era bisogno di dare una mano, in Trentino come lontano da casa. Pergine piange Ferdinando Carretta, scomparso dopo una breve malattia all’età di 90 anni. Classe 1936, era una figura molto conosciuta nella comunità perginese e in tutto il mondo alpino trentino, dove il suo nome era legato a decenni di impegno al servizio degli altri.
Da Legnago, in provincia di Verona, si era stabilito con la famiglia a Pergine nei primissimi anni Ottanta per motivi di lavoro. Qui aveva costruito la propria vita familiare e professionale, lavorando prima alla Fersina e successivamente alla Alphacan Spa, dove era rimasto fino alla pensione.
Il legame con gli Alpini risaliva alla giovinezza. Dopo il diploma di Perito Industriale al prestigioso Istituto Rossi di Vicenza aveva prestato il servizio militare nelle truppe alpine, raggiungendo il grado di sergente. Con il congedo non aveva però lasciato il cappello con la penna nera: l’impegno nell’Associazione Nazionale Alpini e nel volontariato sarebbe diventato una costante della sua vita. Già nel 1976 era stato tra i volontari impegnati nella ricostruzione del Friuli devastato dal terremoto. Fu una delle prime tappe di un’attività proseguita per decenni, partecipando alle numerose occasioni nelle quali il volontariato alpino era stato chiamato a intervenire. Tra queste il terremoto dell’Aquila del 2009: Carretta fu tra i primissimi a partire con la colonna mobile dei Vigili del fuoco di Trento e rimase per mesi in Abruzzo, operando a favore delle popolazioni colpite dal sisma.
Il suo impegno aveva superato anche i confini nazionali. Con i volontari aveva partecipato alla costruzione di abitazioni in Bosnia e a similari attività in Polonia, oltre a prestare la propria opera anche in Emilia in occasione del terremoto. Esperienze diverse, accomunate sempre dalla disponibilità a partire e mettere tempo e capacità al servizio di chi aveva bisogno. Per molti anni Carretta era stato capogruppo degli Alpini di Pergine, diventando un punto di riferimento per le penne nere della città. Aveva poi lasciato l’incarico per assumere quello di segretario della Sezione Ana di Trento, nella sede di vicolo Benassuti, dove aveva prestato servizio volontario per molti anni, facendosi conoscere e apprezzare dai gruppi alpini di tutta la provincia. Particolarmente importante era stato anche il suo impegno nei Nu.Vol.A. dell’Alta Valsugana, i Nuclei volontari alpini, nei quali aveva operato per moltissimi anni. Una presenza costante che gli era valsa anche la nomina a membro onorario dei Nu.Vol.A.
A coronamento di una vita dedicata al volontariato, lo scorso anno era arrivato il conferimento dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica, assegnata proprio per il lungo servizio prestato a favore della comunità. Carretta lascia la moglie Agnese, i figli Luigi e Anna e i nipoti Tommaso e Jacopo. Quest’ultimo ha seguito le orme del nonno: è membro attivo dei Nu.Vol.A. dell’Alta Valsugana e ha prestato servizio volontario nell’ambito delle truppe alpine durante le ultime Olimpiadi invernali. I funerali si terranno a Pergine nei prossimi giorni, anche se la data non è stata ancora fissata. Con Ferdinando Carretta scompare una figura che per decenni ha incarnato lo spirito del volontariato alpino: esserci quando c’è bisogno e mettere il proprio tempo al servizio degli altri.
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