Ambiente
lunedì 24 Agosto, 2026
Aria in Trentino, gli sforamenti di PM10 calano ma l’ozono resta una criticità: ecco cosa dicono 20 anni di dati
di Redazione
La serie storica Ispat dal 2005 al 2024 mostra un netto miglioramento per le polveri sottili, mentre l’ozono presenta ancora picchi significativi, soprattutto nelle aree di montagna
La qualità dell’aria in Trentino è cambiata sensibilmente negli ultimi vent’anni. I dati dell’Annuario statistico della Provincia autonoma di Trento, elaborati da Ispat sulla base delle rilevazioni di Appa, mostrano una riduzione dei giorni di superamento del limite giornaliero per il PM10, mentre la situazione dell’ozono appare più variabile e legata anche alle condizioni meteorologiche e alle caratteristiche delle diverse aree del territorio.
Il dato più evidente riguarda le polveri sottili. Nel 2005 i giorni oltre il limite giornaliero di PM10 erano 81 a Trento Parco Santa Chiara, 56 a Trento Nord, 67 a Rovereto e 73 a Riva del Garda. Nel 2024 i superamenti sono scesi rispettivamente a 6, 6, 7 e 6 giorni. Si tratta di una riduzione molto marcata, che porta tutte le principali stazioni considerate ampiamente al di sotto del limite di 35 superamenti annui previsto dalla normativa.
Anche guardando agli anni più recenti, il quadro del PM10 resta sostanzialmente contenuto. Nel 2020 i giorni di superamento erano 4 a Trento Parco Santa Chiara, 3 a Trento Nord, 14 a Rovereto e 14 a Riva del Garda. Nel 2022 erano rispettivamente 7, 4, 5 e 13, mentre nel 2023 8, 8, 10 e 12. Nel 2024 il dato è ulteriormente sceso o rimasto stabile: 6, 6, 7 e 6 giorni.
Diverso il comportamento dell’ozono, per il quale la normativa prevede una soglia di informazione fissata a 180 microgrammi per metro cubo. I superamenti non mostrano una discesa lineare e sono particolarmente significativi in alcune stazioni. Nel 2015, per esempio, si contarono 92 superamenti a Riva del Garda e 133 a Monte Gazza. Nel 2022 Riva del Garda arrivò a 24, Piana Rotaliana a 4 e Monte Gazza a 70. Nel 2024, invece, i dati disponibili indicano 9 superamenti a Monte Gazza e nessun superamento nelle altre stazioni riportate per quell’anno.
La serie storica evidenzia quindi due fenomeni differenti. Per il PM10 il miglioramento rispetto ai primi anni della rilevazione è netto e generalizzato. L’ozono, invece, continua a essere un inquinante più difficile da leggere attraverso una semplice tendenza lineare: i valori cambiano sensibilmente da un anno all’altro e tra una stazione e l’altra.
Un elemento importante è infatti la collocazione delle centraline. La rete provinciale comprende Trento Nord, Trento Parco Santa Chiara, Rovereto, Borgo Valsugana, Riva del Garda, Piana Rotaliana e Monte Gazza, oltre a due stazioni mobili utilizzabili sul territorio provinciale. I dati sono quindi riferiti a specifici siti di monitoraggio e non possono essere interpretati come una media uniforme dell’intera provincia.
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