Salute

venerdì 21 Agosto, 2026

Ospedale di Arco, la denuncia del sindacato: «Ambulanze roventi, box inadeguati: quando escono sono a cinquanta gradi»

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Hoffer e Lavagnino (Nursing Up): «Problemi segnalati da mesi, nessuna risposta»

«La postazione del 118 di Arco presenta gravi criticità che incidono sulla sicurezza degli operatori e sulla qualità del servizio». A lanciare l’allarme sono i sindacalisti di Nursing Up Cesare Hoffer e Fabio Lavagnino, che spiegano di aver segnalato più volte la situazione alle direzioni competenti di Asuit senza, a loro dire, aver ricevuto risposte.

La denuncia riguarda la sede del personale infermieristico e Otas della postazione di Trentino Emergenza 118 di Arco. Secondo Nursing Up, dei sei mezzi disponibili, attualmente solo tre sono operativi, mentre i box climatizzati sono soltanto due.

Una situazione che, sostengono i sindacalisti, crea problemi soprattutto con le temperature estreme. Durante l’inverno il freddo avrebbe provocato malfunzionamenti a monitor e aspiratori, con batterie scariche o errori, oltre alla rigidità dei tubi medicali e a condizioni climatiche difficili nei vani sanitari e negli abitacoli.

In estate, invece, un’ambulanza viene sistematicamente lasciata all’esterno, esposta alle intemperie e a temperature che, secondo il sindacato, possono raggiungere i 50 gradi nel vano sanitario.

«Condizioni che compromettono la sicurezza e la qualità del trasporto di pazienti e operatori», sottolineano Hoffer e Lavagnino.

Box troppo piccoli e infiltrazioni d’acqua

Secondo Nursing Up, i due garage climatizzati e riscaldati presentano inoltre problemi di infiltrazioni d’acqua. Altri due mezzi si trovano invece nel garage interrato, ma in uno spazio aperto e distante dalla postazione di Trentino Emergenza.

Anche i box delle ambulanze, sostengono i sindacalisti, sarebbero sottodimensionati rispetto alle dimensioni dei mezzi in dotazione e interessati da infiltrazioni d’acqua. Una situazione che potrebbe danneggiare il materiale sanitario e gli impianti di climatizzazione, con «conseguente rischio di elettrocuzione».

Criticità anche per gli impianti: dei sei sistemi di climatizzazione, soltanto tre sarebbero funzionanti.

Durante il turno notturno, inoltre, l’auto sanitaria viene parcheggiata all’esterno, mentre durante il giorno tocca all’ambulanza MSA. «Conseguentemente i mezzi sono molto freddi in inverno e surriscaldati in estate», spiegano Hoffer e Lavagnino, con possibili ripercussioni sulla rapidità di operatività richiesta a un servizio di emergenza.

«Problemi anche nella gestione dei materiali»

Il sindacato segnala poi una criticità nella gestione del materiale sanitario. «Il magazzino non prevede la dovuta separazione tra il lavaggio dei presidi sporchi e la predisposizione del materiale pulito/sterile», affermano i rappresentanti di Nursing Up.

Per il sindacato, i lavori di ristrutturazione già programmati al presidio di Arco dovrebbero rappresentare l’occasione per ripensare completamente gli spazi.

«Andrebbe individuato e definito uno spazio adeguato alla custodia dei mezzi, mantenuti a temperature idonee», chiedono Hoffer e Lavagnino. Servirebbe inoltre una sede adeguata per gli operatori, «con spazi idonei per lo stazionamento del personale», vicina ai magazzini del materiale e ai box di uscita dei mezzi.

«Cinque operatori in 16 metri quadrati»

Nursing Up considera infatti «totalmente inadeguata» anche l’attuale sede di stazionamento del personale.

Tra le criticità indicate ci sono la mancanza di aperture verso l’esterno e di luce naturale, un unico bagno condiviso tra uomini e donne e una zona operativa di circa 16 metri quadrati, utilizzata da cinque operatori impegnati in turni di 12 ore.

Anche la coordinatrice, secondo il sindacato, non dispone di uno studio nel quale poter svolgere colloqui o attività organizzative garantendo la necessaria privacy.

A questo si aggiungono problemi di ricezione telefonica, che renderebbero difficoltoso l’utilizzo di smartphone e tablet, ormai strumenti ordinari di lavoro.

«Nessuna risposta alla nota di febbraio»

La contestazione più dura riguarda però la mancanza, secondo Nursing Up, di un progetto per risolvere le criticità.

«La cosa grave è che non sia stata ancora presentata una riprogettazione logistica, volta a individuare spazi idonei a un servizio fondamentale e di emergenza, che invece dovrebbe aver ben altro trattamento e considerazione, vista la delicatezza della propria mission», affermano Hoffer e Lavagnino.

Il sindacato ricorda infine di aver inviato il 27 febbraio 2026 una nota a tutta la dirigenza Asuit responsabile delle strutture e dei servizi, senza ricevere risposta.

«Spiace constatare che la nostra nota non abbia sortito risposta alcuna, nonostante le gravi problematiche segnalate relative alla sicurezza e qualità delle cure», concludono i due sindacalisti.

«A questo punto, in assenza di un celere riscontro, ci attiveremo nelle sedi che riterremo più opportune».

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