Alto Garda

venerdì 21 Agosto, 2026

Sul Garda (e non solo) è Sup-mania: «Servono regole più stringenti per consentire la convivenza»

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A chiederlo è proprio un'associazione sportiva specializzata: «Dai bambini lasciati soli alle gite alle cascate del Ponale, situazioni pericolose»

In Alto Garda sono sempre di più – sia tra i turisti sia tra i residenti – le persone che cercano modi alternativi per divertirsi e godersi il lago. Uno particolarmente gettonato negli ultimi anni è lo Stand Up Paddle, o Sup, quella variante del surf in cui si sta in equilibrio su una grossa tavola e ci si sposta grazie a una pagaia. Il problema, spiegano dall’Ads Sup Club Riva del Garda, è che, con l’aumentare dell’utenza, crescono anche i problemi di convivenza negli stessi spazi e, quindi, di sicurezza e tutela del territorio. «Da oltre undici anni la nostra associazione lavora per trasmettere la passione per questa disciplina, insegnando la tecnica ma soprattutto la cultura della sicurezza, la conoscenza dei venti e il rispetto per l’ambiente lacustre. Oggi, tuttavia, la capillare diffusione e la facilità di acquisto delle tavole gonfiabili stanno portando in acqua moltissimi utenti privi della necessaria preparazione», scrivono dal club, facendo notare come sulle acque trentine si assista quotidianamente a comportamenti rischiosi. Si tratta, per esempio, di «due, tre e a volte anche quattro persone su un’unica tavola» e di «bambini lasciati soli sui Sup al largo»; di «uscite dirette verso zone delicate e frequentate come la Cascata del Ponale senza l’uso del cavo di sicurezza indispensabile per rimanere vincolati alla tavola»; ma anche di «incursioni improprie e conflitti di spazio», con la presenza di Sup nelle zone portuali, come l’area gestita dalla società Lido di Riva del Garda, e, più in generale, di «una convivenza sempre più complessa con i bagnanti lungo le spiagge».

Per questo l’associazione corre ai ripari chiedendo ufficialmente di «passare da un approccio spontaneo a una gestione strutturata del fenomeno», tramite l’apertura di un tavolo di confronto coordinato che coinvolga l’Amministrazione comunale, i gestori portuali, gli enti di tutela, i noleggiatori e gli operatori del settore. E avanza già alcune proposte concrete da sottoporre all’attenzione dei soggetti coinvolti, sempre al fine di definire regole condivise e tutelare l’incolumità di residenti e turisti. Anzitutto, l’installazione di una cartellonistica e di una segnaletica informativa il più chiare possibile sulle regole di navigazione e sulle aree dedicate alle uscite in Sup. In secondo luogo, un miglioramento dei punti di accesso al lago, ovvero «interventi specifici nell’area della Purfina oltre la rampa d’accesso, compresa la sistemazione della parte adiacente dove i sassi sconnessi e di grosse dimensioni rendono pericoloso l’ingresso in acqua». E, infine, soluzioni per consentire un accesso sicuro al lago, come l’adozione di tappeti o passerelle di protezione lungo la riva, «sul modello già felicemente adottato a Torbole per agevolare la discesa e l’uscita dei praticanti in sicurezza».

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