Il report

lunedì 27 Luglio, 2026

In Trentino calano i morti sulle strade, ma aumentano il numero di incidenti e feriti. Dalmeri (Aci): «La formazione degli automobilisti deve essere continua»

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«La sicurezza stradale non si costruisce solo con nuove infrastrutture»

Il Trentino risulta essere uno dei territori più sicuri in Italia sulle strade. Lo rivelano i dati Aci-Istat sull’incidentalità stradale del 2025, che evidenziano un tasso di mortalità (3,8 vittime ogni centomila abitanti) fra i più bassi del paese. Lo scorso anno si sono contate 21 vittime di incidenti stradali, un calo del 44,7% rispetto alle 38 del 2024. 

«È un risultato che ci rende soddisfatti – commenta il Presidente dell’Automobile Club Trento, Fiorenzo Dalmeri – perché dimostra che quando istituzioni, forze dell’ordine, enti locali e cittadini lavorano nella stessa direzione i risultati arrivano. Dietro questi numeri non ci sono semplici statistiche: ci sono vite salvate, famiglie che non hanno dovuto affrontare il dolore di una perdita e una comunità che cresce nella cultura della responsabilità».

Dati che comunque non devono portare ad abbassare la guardia, sottolinea Dalmeri: «Sarebbe un errore considerarli un punto di arrivo. Ogni incidente grave rappresenta una sconfitta e ogni vittima è una vittima di troppo. La strada verso una mobilità realmente sicura è ancora lunga e richiede un impegno costante da parte di tutti». Nonostante il calo dei decessi, infatti, aumenta il numero di incidenti e feriti: soprattutto, aumentano le vittime fra gli utenti deboli della strada come ciclisti e monopattini. La principale causa di questi incidenti rimane il comportamento umano: distrazione, velocità eccessiva, mancato rispetto delle precedenze e manovre azzardate.

«Questi dati confermano una convinzione che l’Automobile Club Trento sostiene da sempre: la sicurezza stradale non si costruisce soltanto con infrastrutture migliori, veicoli tecnologicamente più avanzati o controlli più severi – conclude Dalmeri – Tutto questo è indispensabile, ma il vero cambiamento nasce dalla cultura del rispetto e dalla formazione dei conducenti, che deve essere perenne. Nessuno nasce guidatore esperto. Le tecnologie evolvono, cambiano le infrastrutture, cambiano i veicoli e cambia la mobilità stessa, con la crescente presenza di biciclette, e-bike e monopattini. Per questo è fondamentale continuare a formarsi. La sicurezza non è un concetto statico, ma un percorso di crescita che coinvolge ogni utente della strada».

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