Il caso
lunedì 27 Luglio, 2026
Finisce in Germania per sabotaggio dopo l’arresto, ora va a processo per crimini di guerra. L’avvocato Canestrini: «Estradato con un trucco»
di Ubaldo Cordellini
Il legale difende uno dei presunti responsabili del sabotaggio del gasdotto Nord Stream del 2022
«La Germania aveva chiesto l’estradizione del mio cliente per sabotaggio. Poi, una volta che l’Italia ha concesso l’estradizione, ha cambiato l’imputazione». L’avvocato trentino Nicola Canestrini difende S.K. uno degli arrestati con l’accusa di aver sabotato tre delle quattro linee del gasdotto Nord Stream, nel settembre 2022 nel mare del nord, davanti alle coste della Germania. Secondo quanto accertato successivamente, il gasdotto, che portava il gas russo nell’Europa del nord, sarebbe stato sabotato da commando ucraino su mandato di alti esponenti di Kiev.
L’avvocato Canestrini difende uno dei presunti componenti del commando che ora è stato estradato in Germania. Secondo il legale, la Procura ha cambiato il reato contestato al suo cliente rispetto a quanto sostenuto nella richiesta di estradizione. E per questo il trasferimento in Germania sarebbe inficiato da una grave irregolarità: «La consegna è stata carpita omettendo, nel mandato di arresto europeo, tanto il conflitto armato quanto la stessa ipotesi accusatoria secondo cui i fatti sarebbero stati commessi su incarico e sotto la direzione di organi statali ucraini: elementi che la Procura federale conosceva mentre negava alla difesa l’accesso agli atti». Per questo l’avvocato Canestrini, con comunicazione anche alla Procura Generale di Bologna e alla Direzione generale degli affari internazionali e della cooperazione giudiziaria, ha depositato un atto con cui viene portata a conoscenza dell’autorità giudiziaria italiana la sopravvenuta modifica dell’imputazione operata dalle autorità tedesche dopo l’avvenuta consegna.
Canestrini spiega che «Nell’atto di accusa (Anklageschrift) del Procuratore Generale Federale presso la Corte Federale di Giustizia, notificato all’assistito, a SK viene ora contestato di avere, «nell’ambito di un conflitto armato internazionale», «diretto, con mezzi militari, un attacco contro beni di carattere civile, fintantoché essi erano tutelati in quanto tali dal diritto internazionale umanitario, e segnatamente contro installazioni contenenti forze pericolose». Secondo Canestrini una contestazione di atti di guerra. Contestazione che viene respinta dall’avvocato: «Questa difesa contesta integralmente l’imputazione. L’atto di accusa contiene un’ipotesi accusatoria e nulla di più: dovrà essere verificata e provata nel contraddittorio, e nessuna sua parte costituisce fatto accertato. Quanto segue non è dunque un avallo della ricostruzione della Procura. Il rilievo è di ordine strutturale ed è il seguente: la stessa prospettazione accusatoria — presa così come l’accusa la formula, quale che ne sia l’esito — poggia su circostanze che sono state taciute nel mandato di arresto europeo sulla cui base l’Italia ha disposto la consegna».
Canestrini aggiunge che l’atto di accusa afferma che «sussistono sufficienti elementi indiziari nel senso che gli atti di sabotaggio siano stati commessi su incarico di organi statali dell’Ucraina e siano stati da questi diretti». La Procura federale assume inoltre che S.K. appartenesse, all’epoca dei fatti, a «un’unità speciale destinata all’esecuzione di atti di sabotaggio» e sostiene che «coordinava lo svolgimento dell’azione».
Il capo di imputazione trasmesso dalle autorità tedesche non menzionava in alcun modo la natura di crimine di guerra del fatto, né faceva il minimo accenno all’esistenza di un conflitto armato nel contesto spazio-temporale dei fatti, né ad alcun incarico o direzione da parte di organi statali di uno Stato terzo. L’avvocato poi chiude: «Contestiamo integralmente questa imputazione che dovrà essere provata in giudizio».
Il retroscena
Attentato di Berlino, il sospettato aveva cercato di unirsi all'Isis
di Redazione
Stando alle prima informazioni raccolte il giovane fermato sarebbe rimasto in custodia fino a maggio del 2026 con l'accusa di preparazione di un reato terroristico; precedentemente aveva tentato di recarsi in Siria per unirsi ai terroristi