L'intervista

venerdì 17 Luglio, 2026

Jenns Fernandez, il cubano-lagarino che sogna Los Angeles: «Il muro dei 10 secondi? Posso ancora migliorare»

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Dalla danza negata dalla nonna al baseball, fino alla rinascita in Trentino con il Lagarina Crus Team. Lo sprinter da 10"08 si racconta: «Qui ho trovato una seconda famiglia, ora punto alla staffetta azzurra e alle Olimpiadi»

Nato sull’isola di Cuba il 4 gennaio 2001, Jenns Fernandez è un nome ormai noto agli appassionati italiani di atletica, che da qualche anno lo vedono sfrecciare in vari meeting lungo lo Stivale, e non solo: dando un’occhiata ai suoi primati, spiccano il 10”08 fatto segnare un mesetto fa sui 100 a Malaga e i 6”48 di due stagioni fa centrato ad Ancona.. Da quasi tre anni, inoltre, veste la maglia del Lagarina Crus Team (realtà erede dello storico Crus Pedersano) stabilendosi proprio in Destra Adige allenandosi sotto la guida di Silvano Pedri.
Fernandez, un nonno jamaicano e una nonna a cui non piaceva la danza…
«Mio nonno era jamaicano ma ha sempre vissuto a Cuba. Mi piaceva ballare, quindi volevo iscrivermi a scuola di ballo. Pensavo di andare a fare l’esame di danza ma era danza classica, la nonna non voleva…».
Poi è arrivato il baseball.
«Ogni weekend giocavo con gli amici, per qualche mese. Poi l’allenatore mia ha detto “Vai a fare atletica, sei il più piccolo ma il più veloce, corri libero”. Però guardo ancora la Major League americana di baseball, anche di notte».
Che ricordi porta dentro di sé di questi paesi caraibici?
«Sinceramente, la gente di Cuba, la musica, la gente, il mare, la passione che abbiamo noi caraibici per la vita. È sempre estate e viviamo sempre tra di noi. Il 12 luglio 2022 ho corso al Diego Armando Maradona di Napoli e ho sentito vivo il mio spirito latino, non avrei mai pensato di gareggiare nello stadio dedicato a lui».
Ad agosto 2023, è entrato nel gruppo di allenamento del Lagaria Crus Team gestito da Silvano Pedri. Come è stato venire a vivere in Trentino?
«È stata una grande scelta, perché a Siena mi allenavo da solo, con un allenatore. Silvano mi ha contattato, ho preso il treno e sono andato a Rovereto. Vivevo sotto casa di sua mamma, che era più vicina a me che a lui».
Persone fondamentali per lei sono anche la sua agente, Chiara Davini, e il sempre presente Fulvio Viesi, ex presidente del Comitato trentino Fidal. Cosa vuol dire, per lei, la loro presenza?
«Ho sempre trovato in Trentino gente brava, buona con me. Mi hanno aiutato da subito, sono sempre disponibili. Fulvio è venuto a prendermi anche in aeroporto alle 4 di mattino. Quando ho fatto il mio record di 10”08 sui 100 metri ho regalato il cartellino a Fulvio».
Ora vive con la sua ragazza, ha conseguito la patente e stanno arrivando grandi risultati. I tuoi record sono Sente suoi i 6”48 sui 60 metri indoor e 10”08 sui 100 metri?
«Se sono sincero, quando ho fatto sotto i 6”50 sui 60 indoor non ci credevo. È un tempo di livello mondiale, ho pensato che posso andare anche più veloce sui 100 metri. E posso ancora migliorare».
Dopo un infortunio a fine 2024 ha sofferto di problemi alla schiena, il 2025 è stato un anno di passaggio e con Paolo Malpeli e Riccardo Carbonaro si lavora per sfruttare al meglio la preparazione senza rischiare il medesimo infortunio. Cosa è cambiato nell’allenamento?
«Ho dovuto cambiare il lavoro in palestra. Prima lavoravo molto sulla forza, ho poi iniziato a fare meno pesi e ora non penso più né all’infortunio né a quello che era prima. Forse un giorno potrò tornare a quei carichi, quello che facevo in riscaldamento ora lo faccio in allenamento».
Nel tempo, è cambiato anche il modo di approcciarsi a questo sport?
«Corro da quando ho 6/7 anni, dal 2018 lo faccio in maniera professionale. Però penso sempre che ce la posso fare, che se anche gli altri possono farlo, posso farlo anche io. Anche se arrivo ultimo, penso che posso arrivare primo. Faccio un esempio, a Savona quest’anno, in finale, eravamo in 6: in 5 avevano corso i 100 sotto i 10”; io ero l’unico che non era mai andato sotto i 10”10. Sono arrivato quinto ma ero felice, ho fatto 10”09».
L’estate è molto intensa per gli atleti. Ieri ha corso a Lucerna, domani sarà alla sesta edizione degli Arco Games. In zona, a Ceniga di Dro, viveva il suo insegnante di italiano, Pierino Forcinella, di recente scomparso. Quali sono le prime cose che le ha insegnato?
«Ho conosciuto Pierino quando sono arrivato in Trentino, andavo a lezione da lui ogni giovedì, giorno di pausa degli allenamenti. Mi insegnava non solo come parlare di me, della mia famiglia e della quotidianità, ma anche la geografia e la storia d’Italia, ad esempio sugli antichi romani. Ogni 15 minuti cambiavamo argomento, e imparavo molto».
Ha molti obiettivi come tempi da migliorare, ma si parla anche di un ruolo in una staffetta…
«Sono arrivato all’obiettivo di correre i 100 metri sotto i 10”10, la staffetta è un qualcosa che mi piacerebbe fare magari con la Nazionale, in un 4×100».
Ci rivedremo comunque in Trentino l’8 settembre, per il 62° palio Città della Quercia, a Rovereto. Tra cinque anni come vorrebbe si parlasse di Jenns Fernandez?
«Il Palio della Quercia è una gara che voglio fare da tanto tempo, poi vivo a 5 minuti dallo stadio di Rovereto, dove mi alleno, sarebbe bello. Tra 5 anni starò ancora correndo, però tra 2 ci sono le Olimpiadi a Los Angeles…».