Politica
lunedì 13 Luglio, 2026
Gerosa attacca Bozzarelli e Casonato per il video in un’aula: «Scuola usata per fini politici». La replica della maggioranza: «Anche lei foto simile»
di Donatello Baldo
Lo scontro per un contenuto social per lodare la cittadinanza di comunità. Contestata anche l'iniziativa
«Due esponenti della giunta comunale hanno utilizzato gli spazi interni di una scuola come set personale per un video di promozione politica, poi diffuso sui social. Ricordo che la scuola è il luogo della formazione e del pluralismo, e deve rimanere uno spazio libero dalla propaganda politica. Chi ricopre incarichi istituzionali ha il dovere di preservarne la neutralità, evitando di trasformare gli ambienti scolastici in strumenti personali di comunicazione politica. Girare per le aule e sedersi sui banchi come se fossero a casa propria è, oltre che inopportuno, lesivo dell’immagine che una scuola deve avere». L’assessora provinciale all’Istruzione Francesca Gerosa sferra un attacco durissimo contro Giulia Casonato e Elisabetta Bozzarelli, le assessore comunali colpevoli di aver usato per fini politici spazi pubblici. Assessore che hanno pensato fosse una bella idea comunicare alla città che il Consiglio comunale, poche ore prima, aveva approvato la cittadinanza di comunità, che verrà concessa proprio a chi sul territorio comunale, seppur straniero, completa almeno un ciclo di studi.
«La cittadinanza è una cosa seria e reputo la decisione politicamente discutibile: questa delibera ha trasformato lo Statuto della città in uno strumento per affermare posizioni ideologiche», tuona Gerosa. Che insiste: «Mi rivolgo al sindaco di Trento e mi appello al suo buon senso. È inaccettabile che un edificio pubblico destinato all’istruzione, anche se di proprietà comunale, sia stato utilizzato da assessori come palcoscenico di parte, nemmeno poi per parlare di progetti scolastici o della vita di quella scuola, ma per celebrare una scelta politica controversa e divisiva. Le istituzioni dovrebbero essere esempio di equilibrio e rispetto, mentre in questo caso sono arrivate addirittura a piegare luoghi simbolici della comunità e di crescita e formazione a esigenze di consenso e di visibilità personale».
Le assessore comunali bersaglio dell’invettiva dell’esponente di Fratelli d’Italia rispondono con un «no comment». Ma la polemica non piace ai consiglieri di maggioranza, soprattutto a quelli del Partito democratico che si sono divertiti a cercare sul web tutte le volte che l’assessora provinciale, con delega all’Istruzione, compare in foto nei nidi, negli asili, alle scuole primarie e pure alle scuole secondarie di primo e di secondo grado. Foto dentro una casetta per bambini, in una piscina di palline colorate, nei laboratori degli istituti tecnici. «Le nostre assessore — scrivono a commento delle foto che si sono inviati tra loro i consiglieri — hanno raccontato l’approvazione di un atto istituzionale che modifica lo Statuto della città. E lo hanno fatto in una scuola comunale. Avrebbero potuto anche veicolare questa loro iniziativa attraverso la comunicazione istituzionale ma non lo hanno fatto, arrangiandosi da sole. Notate le differenze — continua il messaggio — perché l’assessora provinciale i suoi tour nelle scuole trentine li trasforma tutti in comunicati stampa firmati dall’ufficio stampa provinciale, che allega le foto di lei sui banchi, nelle casette di legno e persino nella piscina con le palline colorate». E la conclusione: «Il problema per l’assessora di Fratelli d’Italia non è la foto sui banchi di scuola di Giulia (Casonato, ndr) e Elisabetta (Bozzarelli, ndr) ma il fatto che se su quei banchi c’è un bambino straniero questo possa sentirsi accolto nella sua comunità».
Trento
Leva militare, Attolini (Avs): «In caso di guerra può essere riattivata, il Comune informi sulla possibilità di dichiararsi obiettori di coscienza»
di Redazione
La consigliera comunale: «Le Amministrazioni sono tenute a inviare al Ministero della Difesa le liste dei giovani che compiono 17 anni, iscrivendoli d'ufficio tra i richiamabili alla leva»