Il progetto

martedì 23 Giugno, 2026

Trento, via al progetto di coabitazione per persone con disabilità. «Insieme per vivere autonomamente»

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Gli appartamenti nel quartiere di Gocciadoro e nei sobborghi di Gardolo e di Mattarello. Ventiquattro gli inquilini

Abitano insieme dalla scorsa primavera, ma il progetto è stato reso pubblico solo oggi: ventiquattro persone con disabilità hanno iniziato  un percorso di vita autonoma all’interno di otto appartamenti distribuiti in diverse zone della città di Trento. Gli alloggi, di proprietà comunale, sono stati ristrutturati, arredati e dotati di avanzati sistemi domotici per favorire l’indipendenza abitativa e migliorare la qualità della vita degli inquilini.

Il progetto è stato presentato oggi a Mattarello, in piazza Quintilio Perini, alla presenza del sindaco Franco Ianeselli, dell’assessore provinciale alle Politiche sociali Mario Tonina, delle assessore comunali Gianna Frizzera e Giulia Casonato e dei rappresentanti della cooperativa sociale La Rete, che gestisce il percorso di accompagnamento delle persone inserite negli alloggi insieme al servizio comunale Welfare e coesione sociale.

Gli appartamenti si trovano in via Gocciadoro, a Gardolo e a Mattarello e rappresentano uno degli interventi realizzati nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) dedicato ai «Percorsi di autonomia per le persone con disabilità».

Case progettate su misura

Gli alloggi sono stati pensati per rispondere alle esigenze di persone con diverse tipologie di disabilità, motorie e cognitive-sensoriali. Ogni ambiente è stato progettato per garantire accessibilità, sicurezza e autonomia.

Tra le soluzioni adottate figurano cucine regolabili in altezza, pensili motorizzati, elettrodomestici posizionati per facilitarne l’utilizzo da parte di persone in carrozzina e piani cottura differenziati in base alle necessità degli utenti. Gli armadi dispongono di illuminazione automatica e, negli appartamenti destinati a persone con disabilità motoria, di aste appendiabiti abbassabili.

Particolare attenzione è stata dedicata anche ai bagni, con docce prive di barriere architettoniche e pavimentazioni antiscivolo, mentre scrivanie regolabili e sistemi domotici consentono di gestire illuminazione, ombreggianti e riscaldamento attraverso un unico pannello di controllo.

Le soluzioni sono state sviluppate seguendo le linee guida dell’Azienda sanitaria e in collaborazione con la cooperativa La Rete, che segue quotidianamente gli ospiti degli appartamenti.

Ianeselli: «Garantire il diritto alla vita autonoma»

«Queste sono giornate importanti per Trento – ha dichiarato il sindaco Franco Ianeselli –. Stiamo presentando alla città numerosi interventi legati al Pnrr e possiamo dire con orgoglio di aver completato tutto nei tempi previsti. Oggi presentiamo questi appartamenti che rappresentano un tassello fondamentale di un percorso orientato a garantire il diritto alla vita autonoma».

Per il primo cittadino, l’importanza del progetto va oltre il tema della disabilità.

«Affermare i diritti delle persone con disabilità significa rafforzare i diritti dell’intera comunità. Ribadiamo così un valore universale: permettere a ciascuno di vivere la propria vita nelle migliori condizioni possibili».

Ianeselli ha inoltre sottolineato il ruolo della collaborazione tra enti e istituzioni: «Credo che l’aspetto più significativo sia stato il grande lavoro di squadra costruito nel tempo tra Comune, Provincia, Azienda sanitaria, Itea e cooperativa La Rete. Se il Trentino continua a distinguersi, è anche grazie alla capacità di fare rete».

Tonina: «Un’opportunità di indipendenza»

Anche l’assessore provinciale Mario Tonina ha evidenziato il valore dell’iniziativa.

«Questi spazi sono la dimostrazione concreta di come la collaborazione tra istituzioni, unita a sensibilità e visione sul tema della disabilità, possa produrre risultati importanti. I nuovi alloggi offriranno opportunità di indipendenza a molte persone e rappresentano una crescita per l’intera comunità».

Tonina ha ricordato il ruolo decisivo delle risorse del Pnrr: «Provincia, Comuni, Comunità di Valle e terzo settore hanno saputo cogliere un’importante opportunità, portando a casa risultati di cui essere orgogliosi. Il nostro impegno continuerà per sostenere progetti di vita che rendano solidarietà e partecipazione valori distintivi della nostra autonomia».

Un modello innovativo di abitare

Per Mauro Tommasini, direttore della cooperativa sociale La Rete, il progetto rappresenta una svolta culturale prima ancora che organizzativa.

«Grazie alla collaborazione con il Comune siamo riusciti a rispettare le tempistiche del Pnrr e a realizzare un progetto di grande valore. Oggi ventiquattro persone possono vivere in questi appartamenti e costruire qui il proprio progetto di vita».

Tommasini ha definito l’iniziativa «un modello innovativo di abitare, centrato sull’autonomia e sull’autodeterminazione delle persone», sottolineando come agli otto nuovi appartamenti si affianchino altri sei alloggi già attivi da circa dieci anni.

«Quello che oggi vediamo realizzato quindici anni fa era quasi un sogno. La cultura dell’inclusione costruita insieme e la fiducia dimostrata dal Comune hanno consentito di anticipare principi che oggi ritroviamo pienamente affermati nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità».

Un investimento da oltre 1,1 milioni di euro

Il progetto ha richiesto un investimento complessivo superiore a 1,1 milioni di euro.

I lavori di ristrutturazione, realizzati dal servizio Gestione fabbricati del Comune, hanno comportato una spesa di 586 mila euro. A questi si sono aggiunti 534 mila euro finanziati attraverso il Pnrr per arredi, tendaggi, dispositivi elettronici e sistemi domotici curati dal servizio Edilizia pubblica.

Accanto agli interventi strutturali è stato sviluppato anche un percorso formativo dedicato all’utilizzo delle tecnologie installate negli appartamenti, affinché gli utenti possano sfruttarne pienamente le potenzialità in sicurezza e autonomia.

Il completamento dell’intervento, nonostante la complessità delle opere e le stringenti scadenze imposte dal Pnrr, è stato possibile grazie al coinvolgimento di numerosi soggetti del territorio.

Oltre ai servizi comunali Gestione fabbricati, Edilizia pubblica e Welfare, hanno collaborato Itea, la Provincia autonoma di Trento attraverso il Servizio Politiche sociali e l’Umse Disabilità, l’Azienda provinciale per i servizi sanitari e la cooperativa sociale La Rete.