Cronaca
sabato 20 Giugno, 2026
Il bombarolo che ha disturbato il sonno dei quartieri di Trento Sud: «Non l’ho fatto con cattiveria… fumavo cannoni e poi mi divertivo così»
di Patrizia Rapposelli
A casa del 43enne trovato anche un etto di hashish e 34 grammi di marijuana: «Non spaccio, sono di uso personale»
«Non lo facevo con cattiveria. Mi divertiva… fumavo cannoni e facevo i botti». Si sarebbe giustificato così l’artificiere seriale 43enne davanti alle forze dell’ordine. L’uomo giovedì mattina è stato individuato e denunciato per fabbricazione abusiva di materiale esplodente e per produzione e detenzione di materiale esplodente e pirotecnico in assenza della relativa autorizzazione.
Sui social era emerso che l’uomo pubblicava filmati che ritraevano le sue prodezze con i fuochi pirotecnici che esplodevano di notte. Inoltre aveva ripreso i suoi ordigni con tanto di apparecchi che permettevano di farli esplodere a distanza. Ma così facendo aveva facilitato il lavoro degli investigatori che sono arrivati a lui. Così scattata la perquisizione a casa sua, gli agenti hanno trovato una trentina di ordigni artigianali, tutti fabbricati in casa con polvere pirica e i tubi in metallo. E, poi, l’uomo è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, poiché nella sua abitazione sono stati trovati oltre 100 grammi di hashish e circa 34 di marijuana, oltre ad un bilancino di precisione. Ha riferito che erano tutti per uso personale.
Ormai da settimane sui vari gruppi social dedicati a Trento cresceva il timore per i botti che si sentivano tutte le notti a Trento sud, dove tra l’altro risiede il quarantatrenne. Esplosioni di fuochi d’artificio come se fosse Capodanno o San Vigilio. Boati poco dopo mezzanotte. Mattarello, Villazzano, Povo, Trento sud e Ravina. Questi i quartieri in cui si sentivano forti esplosioni. E cresceva il timore dei residenti. Erano stati proprio loro a chiedere aiuto al sindaco Franco Ianeselli. Avevano chiesto di fare qualcosa per cercare di capire quale fosse la causa di quelle esplosioni sempre più frequenti. Da qui era arrivata la richiesta alla polizia locale di intensificare i controlli e di scoprire chi ci fosse dietro a quei botti. La polizia locale ha chiesto aiuto alla Questura dal momento che la situazione poteva diventare preoccupante. Così sono iniziati gli appostamenti nelle zone in cui si avvertivano le esplosioni più di frequente. E nei giorni scorsi è arrivata la svolta.
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