La tragedia
domenica 14 Giugno, 2026
Alpinisti morti sul Gran Paradiso, Mori e Brentonico in lutto per Maicol Zenatti: «Professionsta solare affidabile e professionale, grande appassionato di montagna»
di Daniele Benfanti
Era iscritto alla Sat di Mori. Il presidente Mattia Bertolini: «Ogni week-end era in montagna e istruiva i nostri giovani»
Un week-end in Paradiso. Così Maicol Zenatti intitolava un suo post su facebook nel luglio di due anni fa. Il gioco di parole era basato sul Parco del Gran Paradiso, tra le montagne valdostane dove, ironia tragica della sorte, ha trovato l’altro ieri la morte. O forse il suo paradiso eterno tra le vette, le creste innevate, più alto delle nuvole. Chi va in alta montagna, chi arrampica, sa che il rischio fa parte della passione, della vita, delle possibilità. Si dice che non ci sia morte più sensata, di quella in montagna, per chi ama l’ascesa. Anche se 39 anni sono sicuramente un’età in cui bisogna pensare alle numerosissime prossime scalate piuttosto che all’ultima cordata. Quella con gli amici, quella che ti unisce a loro per sempre.
Sull’Altopiano di Brentonico ieri mattina è scesa una cappa di silenzioso dolore. «Siamo sconvolti: tutta la comunità si stringe intorno alla famiglia» il commento partecipato del sindaco Mauro Tonolli. Nella frazione di Prada, dove Maicol viveva con la compagna Michela, originaria di Calliano (e di origini sarde), è lutto. La tragedia ha investito all’improvviso i genitori, e i fratelli Leonardo e Giada. E naturalmente la sua Michela. Ma il lutto si estende anche alla vicina Mori, dove era socio Sat e a Trento, dove lavorava. A Mori Maicol è conosciutissimo: «Un anno fa si era iscritto alla nostra sezione» ricorda Mattia Bertolini. «Io ho perso un amico, perché ci legava un’antica amicizia, oltre alla passione comune per la montagna. Un anno fa aveva lasciato la Sat di Rovereto e si era iscritto qui da noi. Siamo ancora increduli. Ho saputo la notizia venerdì sera. Michela, la compagna, ha chiamato il nostro vicepresidente Cristian Farinati, che aveva frequentato con lui diversi corsi di specializzazione e per diventare istruttori di alpinismo». Sì Maicol era un alpinista provetto, preparato e coscienzioso. Prosegue Bertolini: «Più che prudente e preparatissimo sia tecnicamente che fisicamente. Cosa può essere successo? Sicuramente non era possibile, in quel tratto, fare ancoraggi di sosta. Maicol era già stato sul Gran Paradiso, anche se su un altro versante. Amava tantissimo l’alta quota: in Piemonte e Valle d’Aosta trovava anche i quattromila. Era stato sul Monte Rosa». Amante della montagna, ma anche paziente divulgatore di questa passione: «Teneva corsi di accompagnamento all’alpinismo per i giovani» ricorda ancora il presidente della Sat moriana.
Un ciclone di entuisiasmo: «Maicol era contagioso. Sempre solare, allegro, un volontario eccezionale. Era conosciutissimo anche a Marco, attivo nell’organizzare il torneo di calcio splash. Ci mancherà tremendamente. Sembra incredibile che basti un attimo per non esserci più. Un atitmo è stato fatale anche a lui, molto esperto, che sapeva sempre dov’era e dove andava. Faceva le uscite con noi: a fine giugno dovevamo andare insieme sul Caré Alto e il primo agosto sul Polluce, nel massiccio del Rosa, sulle Alpi Pennine». Ogni week-end prendeva caschetto e corde e saliva in montagna. In inverno anche lo scialpinismo. Roccia, ghiaccio, neve: terreni sui quali era sempre a suo agio. Durante la settimana il serio impegno di lavoro a Trento. Dodicianni fa con l’amico Francesco Benanti aveva fondato Pigmento, una software house specializzata in siti, applicativi, soluzioni informatiche, con sei dipendenti. Tra i clienti anche il Mart e la Omkafè. «Era un socio eccezionale, preciso e professionale. Io non sono appassionato di montagna come lui: spesso gli dicevo, così per scherzare, di stare attento. Ma sapevo che era preparato e prudente. Era una buonissima persona, professionalmente sempre affidabile. Eravamo come due fratelli, ci conosciamo da vent’anni». Impossibile pensare a Maicol in un tempo grammaticale diverso dal presente.