Cronaca
sabato 6 Giugno, 2026
Morti sul lavoro, episodi in calo rispetto all’anno scorso. E il Trentino torna in «zona bianca»
di Redazione
Gli ultimi dati dell'osservatorio Vega: ma i decessi in tutta Italia sono 278 da inizio anno, più di uno al giorno
Prosegue il calo delle morti sul lavoro in Italia, ma con un rallentamento rispetto ai mesi precedenti. È quanto emerge dall’ultima analisi dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, che ha elaborato i dati aggiornati alla fine di aprile 2026.
Nei primi quattro mesi dell’anno si contano complessivamente 278 vittime, contro le 291 registrate nello stesso periodo del 2025. Di queste, 196 sono decedute in occasione di lavoro, mentre 82 hanno perso la vita durante gli spostamenti tra casa e luogo di lavoro.
«Il calo delle vittime rappresenta un segnale positivo, ma la riduzione è molto meno significativa rispetto a quella rilevata il mese precedente», osserva il presidente dell’Osservatorio, Mauro Rossato. «Siamo ancora di fronte a un’emergenza che richiede investimenti continui nella prevenzione, nella formazione e nei controlli, soprattutto nei comparti più esposti ai rischi».
Cinque regioni in zona rossa
L’analisi dell’incidenza degli infortuni mortali, calcolata in rapporto al numero di occupati, evidenzia una situazione particolarmente critica in cinque regioni: Sicilia, Liguria, Veneto, Puglia e Campania, classificate in “zona rossa” perché registrano un’incidenza superiore del 25% rispetto alla media nazionale.
In fascia arancione si trovano Molise, Toscana, Piemonte e Sardegna, mentre il Trentino-Alto Adige rientra tra le regioni in zona bianca, insieme a Lazio, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Calabria, Basilicata e Valle d’Aosta.
Lombardia prima per numero di vittime
In termini assoluti, la Lombardia continua a detenere il triste primato per numero di decessi sul lavoro in occasione di lavoro, con 30 vittime. Seguono Veneto (26), Sicilia (22), Campania (19), Piemonte (16), Toscana (15) e Puglia (14).
Il Trentino-Alto Adige registra un decesso in occasione di lavoro nei primi quattro mesi dell’anno.
Gli over 65 sono i più esposti
Dal punto di vista anagrafico, la fascia con il rischio più elevato è quella degli over 65, che registra un’incidenza di 27,7 morti ogni milione di occupati. Seguono i lavoratori tra i 55 e i 64 anni e quelli tra i 15 e i 24 anni.
In termini assoluti, però, il maggior numero di vittime appartiene alla fascia tra i 55 e i 64 anni, con 78 decessi.
Preoccupano i dati sugli stranieri
Particolarmente allarmante il dato relativo ai lavoratori stranieri. Le vittime complessive sono state 77, pari a oltre un quarto del totale. Secondo l’Osservatorio, il rischio di morte per i lavoratori stranieri supera di oltre tre volte quello degli italiani: 20,5 decessi ogni milione di occupati contro 6,6.
«Si tratta di una criticità che continua a emergere con forza nelle nostre rilevazioni e che richiede interventi specifici», sottolinea Rossato.
Costruzioni e trasporti tra i settori più colpiti
I comparti che registrano il maggior numero di infortuni mortali restano quelli delle costruzioni, dei trasporti e magazzinaggio e delle attività manifatturiere.
L’analisi evidenzia inoltre che il venerdì si conferma il giorno più critico della settimana, concentrando il 20,9% delle morti sul lavoro registrate fino ad aprile.
Aumentano le denunce di infortunio
Se i decessi risultano in lieve diminuzione, cresce invece il numero complessivo degli infortuni denunciati all’Inail. A fine aprile le denunce hanno raggiunto quota 204.573, con un incremento del 6,4% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Le attività manifatturiere guidano la classifica con oltre 21 mila denunce, seguite da sanità, costruzioni, trasporti e commercio.
Per l’Osservatorio Vega, i dati confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro, evitando che il lieve calo delle vittime venga interpretato come un superamento dell’emergenza.