Politica
giovedì 4 Giugno, 2026
Nucleare, c’è il primo via libera alla Camera. Ma sul tema gli italiani continuano a essere divisi
di Redazione
Secondo un recente sondaggio il 46% ne apprezza la spinta all'indipendenza energetica, mentre il 47% teme le scorie
L’Aula della Camera ha approvato con 155 sì, 86 no e 8 astenuti, il disegno di legge delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile. Ora il provvedimento passerà all’esame del Senato. «È un momento importante, l’avvio delle procedure per riportare in Italia un quadro giuridico che ci permetta a partire dal prossimo decennio di produrre energia da fonte nucleare, che è una fonte pulita, decarbonizzata, e che va a integrare il percorso definito di avanzamento delle rinnovabili – ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin -. Con i decreti attuativi andiamo avanti di pari passo con la legge delega utilizzando peraltro tutto il sistema di conoscenze che che si è formato con la piattaforma nucleare sostenibile in questi 3 anni».
Ma sul tema del nucleare gli italiani continuano a essere divisi: il 46% ne apprezza la spinta all’indipendenza energetica e il 36% il contenimento dei costi, ma il 47% ne teme le scorie radioattive e il 42% il rischio incidenti che deriverebbero dal suo utilizzo. È quanto emerge dalla ricerca realizzata dall’istituto di ricerca Youtrend per Green & Blue, il progetto editoriale di la Repubblica dedicato alla sostenibilità, presentata oggi da Lorenzo Pregliasco, Co-fondatore e Direttore dell’istituto, nel corso della giornata inaugurale del Festival Green & Blue 2026 presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano.
L’indagine, che esplora in generale il rapporto degli italiani con la transizione ecologica, rivela che ben l’82% degli intervistati considera le azioni individuali essenziali per contrastare il cambiamento climatico. Tuttavia, l’indice di azione e conoscenza ambientale dell’indagine, costruito sulla base di comportamenti adottabili e dal livello di informazione dichiarato dagli intervistati sui diversi aspetti, mostra uno scenario complesso. Ad oggi il 45% degli italiani risulta ancora “distante” dalla sostenibilità nelle pratiche quotidiane, il 46% si colloca in una fascia intermedia e solo il 9% si dimostra pienamente informato e virtuoso. Il 76%, infatti, ammette di non adottare “sempre” nessuno dei comportamenti ecologici proposti. Lo studio evidenzia inoltre un forte scollamento tra percezione e realtà, sottolineando come un maggiore livello di informazione sia strettamente correlato al consenso verso le politiche ambientali. Ad esempio, tra gli intervistati permane confusione sulle auto elettriche: il 16% crede erroneamente che inquinino più dei veicoli a combustione considerando l’intero ciclo di vita, mentre il 24% non sa esprimersi al riguardo. Tra le nuove frontiere la carne coltivata incontra resistenza. Pur riconoscendo la riduzione della sofferenza animale (31%), tra gli intervistati prevalgono i timori legati alla perdita delle tradizioni (33%) e all’impatto economico sugli allevatori (31%).