Salute
giovedì 4 Giugno, 2026
Mancano pediatri, in Italia ne servirebbero subito 500. E in Trentino il 12% in più di quelli che già ci sono
di Redazione
I numeri della Fonazione Gimbe: in sei anni i professionisti della salute dei più piccoli sono calati del 15%
In Italia mancano almeno 497 pediatri di libera scelta e quasi l’80% delle carenze si concentra in tre grandi regioni del Nord: Lombardia, Piemonte e Veneto. A lanciare l’allarme è la Fondazione GIMBE, che ha analizzato la situazione dell’assistenza pediatrica territoriale e le prospettive future legate ai pensionamenti e al ricambio generazionale. Anche in Trentino la loro assenza si fa notare: ce ne vorrebbero otto, un numero che sembra irrisorio, ma in Provincia di pediatri di famiglia ce ne sono solo 64: ne servono, dunque, il 12% in più.
Secondo il report, in alcune aree del Paese il numero di bambini assistiti supera il massimale previsto di 1.000 pazienti per pediatra. Una situazione destinata a peggiorare nei prossimi anni: tra il 2025 e il 2029 andranno infatti in pensione 1.547 pediatri di famiglia, senza che vi siano certezze sulla capacità del sistema di sostituirli.
«In molte aree del Paese si registrano procedure complesse, risposte non sempre tempestive delle Aziende sanitarie e difficoltà per le famiglie nel trovare un pediatra disponibile», spiega il presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta. «Una situazione che rischia di compromettere la continuità dell’assistenza, soprattutto per i bambini più piccoli e fragili».
Aumenta il carico di lavoro
Al 1° gennaio 2025 risultavano attivi 6.284 pediatri di libera scelta, contro i 7.373 del 2019: una riduzione del 15% in appena sei anni. Nello stesso periodo il calo delle nascite ha ridotto il numero complessivo di bambini assistiti, ma non in misura sufficiente a compensare la diminuzione dei professionisti.
Secondo i dati analizzati da GIMBE, ogni pediatra segue in media 917 assistiti. In Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano e Veneto la media supera addirittura il limite massimo previsto dagli accordi nazionali.
Le regioni più in difficoltà
La stima elaborata dalla Fondazione individua una carenza complessiva di 497 pediatri. Lombardia, Piemonte e Veneto concentrano da sole il 78,7% del deficit nazionale, con rispettivamente 186, 109 e 96 professionisti mancanti.
La situazione appare particolarmente critica nelle aree interne e montane, ma le difficoltà si stanno estendendo anche ai grandi centri urbani, dove trovare un pediatra disponibile sta diventando sempre più complicato.
La riforma
La bozza di riforma dell’assistenza territoriale promossa dal Ministero della Salute prevede un rafforzamento del ruolo dei pediatri nelle Case della Comunità e l’estensione dell’assistenza pediatrica fino ai 18 anni di età.
Una prospettiva che, secondo Gimbe, richiederebbe però risorse molto più consistenti. Per garantire la copertura dell’intera fascia 0-18 anni sarebbero necessari oltre 3.500 pediatri aggiuntivi, che salirebbero a circa 4.000 considerando anche le carenze già esistenti.
«L’estensione dell’assistenza pediatrica fino alla maggiore età non è realistica senza un aumento significativo del personale disponibile», sottolinea Cartabellotta. «Serve una programmazione più accurata, capace di prevedere il ricambio generazionale e di assicurare una presenza capillare dei pediatri sul territorio».
Il nodo turn over
Negli ultimi anni sono aumentate le borse di studio per la specializzazione in pediatria, passate da 496 nel 2017-2018 a 854 nel 2024-2025. Tuttavia resta difficile prevedere quanti specialisti sceglieranno la carriera di pediatra di famiglia anziché quella ospedaliera.
Per la Fondazione GIMBE il futuro dell’assistenza pediatrica dipenderà dalla capacità di coniugare programmazione del personale, riforma dell’assistenza territoriale e innovazione organizzativa, evitando che la carenza di professionisti si traduca in un ulteriore peggioramento dell’accesso alle cure per bambini e adolescenti.
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