Cronaca
domenica 31 Maggio, 2026
Rissa a Pergine, le reazioni. Bergamo (Patt): «Serve un presidio stabile dei carabinieri». Bisesti (Lega): «Incomprensibili le battaglie contro i Cpr»
di Redazione
I due esponenti in coro: «Non c'è integrazione senza rispetto delle regole»
Dopo la maxi rissa scoppiata in centro a Pergine nella notte di ieri, sabato 30 maggio, arrivano le prime reazioni dal mondo della politica perginese e trentina.
A prendere parola a nome della maggioranza comunale è l’assessora Roberta Bergamo, esponente del Patt: «La comunità di Pergine è scossa e indignata per un’aggressione feroce nata dal nulla, che ha messo a rischio la sicurezza di passanti che non c’entravano nulla – dichiara – Ringraziamo le forze dell’ordine per il tempestivo intervento che ha evitato una tragedia e assicurato i colpevoli alla giustizia». Bergamo, che fa parte della giunta eletta a maggio 2025, critica duramente i responsabili dell’aggressione: «Chi arriva sul nostro territorio deve per primo adattarsi alle nostre normas – prosegue – L’accoglienza e l’inclusione possono esistere solo se camminano di pari passo con il rispetto rigoroso delle regole e della legalità». Da qui la proposta: «Riteniamo che l’estensione e il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza o i pur lodevoli sforzi operati dalla Polizia Locale non siano più sufficienti. Pergine è cresciuta, è una realtà complessa e ha bisogno di un presidio strutturale e permanente. È ferma volontà del Comune e del nostro gruppo politico richiedere e fare pressione per ottenere l’elevazione della locale stazione a Tenenza dei Carabinieri. Un presidio operativo h24 dell’Arma è ormai una necessità non più rimandabile per garantire un controllo capillare, costante e incisivo del nostro territorio e restituire totale serenità e sicurezza ai perginesi».
A nome del consiglio provinciale interviene invece il capogruppo della Lega Mirko Bisesti, che ribadisce invece la necessità di un Cpr sul territorio trentino: «Ogni volta che si parla di sicurezza c’è sempre qualcuno pronto a liquidare il tema come propaganda, allarmismo o strumentalizzazione politica – scrive – La realtà però è quella che vedono ogni giorno i cittadini. Non può esistere integrazione senza rispetto delle regole. Non può esistere inclusione se chi vive onestamente un territorio inizia ad avere paura di frequentare una piazza, una festa o un luogo pubblico. Per questo continuo a ritenere incomprensibili certe battaglie ideologiche contro strumenti di controllo, Cpr ed espulsioni per chi delinque, così come trovo surreale parlare di cittadinanza facile senza affrontare seriamente il tema del rispetto delle regole e della sicurezza. Chiedere legalità, ordine e sicurezza come fa la Lega non significa alimentare odio o divisioni».
Sulla necessità di un Cpr si dice favorevole anche l’assessore provinciale del Patt Simone Marchiori: «Davanti a questa violenza serve concretezza, a partire dalla certezza della pena: chi commette simili reati deve andare in carcere e rimanerci per tutto il tempo necessario – dichiara – E, dato che gli autori sono due extracomunitari, vale la pena ribadire che il dibattito sul CPR si inserisce esattamente qui, come conseguenza logica: se i responsabili di questi atti non sono in possesso dei documenti necessari, devono essere portati in una struttura in attesa del rimpatrio. Il CPR serve proprio per soggetti del genere. Per tutelare l’integrazione di chi rispetta le regole, chi delinque va stroncato con assoluto rigore».