Politica
sabato 30 Maggio, 2026
Cpr di Trento, il Consiglio comunale a Ianeselli: «Ribadisca il no, sono strutture che violano dignità umana e diritti»
di Serena Torboli
Approvato dopo una maratona di 13 ore l'ordine del giorno del Pd. Bortolotti (Onda) critica: «Atto fotocopia del nostro». Sani: «Abbiamo dato prova di coesione»
Il Consiglio comunale chiede al sindaco di ribadire il No all’accordo tra Provincia e ministero dell’Interno sulla nascita di un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) e sul dimezzamento dei posti nei centri di accoglienza straordinaria sul territorio. Una scelta che, per l’aula di Palazzo Thun, porterebbe alla distruzione del modello trentino. Da qui l’invito a riorganizzare un sistema diffuso e strutturato, capace di responsabilizzare amministrazioni, cittadinanza e migranti: questo il cuore del dispositivo votato giovedì notte.
Il documento, presentato da Luca Filosi (Pd), è stato votato a maggioranza la scorsa notte nel corso della seduta fiume sull’assestamento, siglando la prima presa di posizione ufficiale del Consiglio sul tema. L’ordine del giorno sottolinea che i Cpr si sono dimostrati inadeguati «a fornire risposte dignitose e durature, trasformandosi spesso in luoghi di marginalità e isolamento senza alcuna integrazione col tessuto urbano e sociale circostante, presentando una quotidiana violazione della dignità umana e dei diritti costituzionali».
La misura dunque è stata votata a maggioranza, mentre non è stato accolto il documento di Giulia Bortolotti e Alessia Tarter (Onda) sullo stesso tema che chiedeva a sindaco e giunta di esprimersi come favorevole o contrario non solo alla collocazione, ma anche allo strumento del Cpr. La reazione delle consigliere non è tardata ad arrivare: «Abbiamo costretto la maggioranza ad affrontare finalmente la questione, presentando un ordine del giorno che chiedeva chiarezza». L’accusa di Onda è di aver confezionato un dispositivo «fotocopia del nostro nelle premesse», confezionato per «evitare imbarazzi a sinistra» perché «non era tollerabile che il gruppo Onda si intestasse il merito di aver portato al voto la proposta».
Questo è stato solo uno dei 40 ordini del giorno e 33 emendamenti approvati durante la maratona di 13 ore di Consiglio comunale, durante la quale, oltre all’assestamento di bilancio, sono state anche approvate le delibere relative alle variazioni di bilancio dei vigili del fuoco e l’affidamento in concessione del servizio del maneggio a Pianizza di Villazzano. Un tour de force che ha impegnato la presidente Silvia Zanetti e il personale degli uffici, a cui tutti i consiglieri e le consigliere hanno riconosciuto il grande lavoro.
Roberto Sani, da coordinatore di maggioranza, ha preso la parola in aula e bacchettato duramente Demattè e Bortolotti, definiti catastrofisti: «Demattè vede una città fuori controllo». E a Bortolotti: «La sua lettura è sistematicamente critica su tutto e tutti, nulla è mai fatto con serietà. Questo non crea collaborazione, crea muri». Non si è fatta attendere la replica da Demattè, che lo ha accusato di «fare discorsetti ma portare veramente poco da parte sua». Bortolotti ha fortemente respinto l’accusa, che ha ritenuto un attacco sul piano personale.
Mentre le minoranze hanno più volte accusato la giunta di poco dialogo, Sani si è detto soddisfatto del comportamento della maggioranza. «Abbiamo dato una bella dimostrazione di coesione, di capacità di rispondere punto su punto e anche di motivazione». Secondo il coordinatore è stata dimostrata la mano tesa anche alle minoranze: «Abbiamo accolto quasi il 99 per cento degli emendamenti e la maggior parte degli ordini del giorno, quelli sensati e costruiti non per fare ostruzionismo: abbiamo dimostrato che se si ragiona seriamente, si fanno confronti seri, si può portare a casa anche da parte delle minoranze degli ottimi risultati».
La polemica
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