Economia

venerdì 29 Maggio, 2026

Caro-energia, la Provincia amplia il plafond. Spinelli: «Mutui anticrisi per imprese fino a un miliardo»

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Il vicepresidente annuncia la riattivazione del protocollo del 2022 contro i rincari e la speculazione: con 18 milioni pubblici si punta a generare finanziamenti agevolati record per dare ossigeno al sistema economico trentino

Entro fine giugno sarà presentata pubblicamente la versione finale di «Prospettiva Trentino 2040», il piano di sviluppo economico e industriale che individua le priorità per il Trentino del futuro: dall’innovazione e trasferimento tecnologico alle imprese all’internazionalizzazione, dal welfare aziendale ad una indipendenza più diffusa dai fornitori energetici tradizionali. «I contributi delle categorie sono arrivati – dice il vicepresidente della Provincia Achille Spinelli – Siamo nella fase successiva in cui elaboriamo gli elementi e spunti di interesse per costruire la versione finale del documento». Inevitabilmente però, riconosce Spinelli, il piano 2040 si intreccia con le scelte di emergenza di fronte ad una crisi geopolitica ed energetica che non accenna a finire e che sta mettendo in difficoltà le imprese. «L’ondata dei costi energetici non si ferma e la speculazione non manca di dare il proprio contributo – sottolinea – Prodotti come il bitume o i fertilizzanti sono fortemente rincarati. Mancano componenti elettroniche hardware per l’industria digitale. Siamo in una fase critica». Così, pur lavorando al 2040, parte anche un intervento anticiclico.

Intanto ci sono i due provvedimenti già presi, i 10 milioni di euro per il risparmio energetico e la riduzione dei consumi delle imprese, che arriva al 30% delle spese ammissibili e quindi potrebbe attivare interventi per 30 milioni, e l’abbonamento al trasporto pubblico a 20 euro per tre mesi per le famiglie – ci sono già centinaia di richieste a Trentino Trasporti, siamo già a 300 abbonamenti – come misura contro il costo dei carburanti. Ma, come ha sottolineato il presidente di Confindustria Trento Lorenzo Delladio, non basta. E Spinelli annuncia: «Riattiviamo il protocollo energia del 2022, nato dopo l’inizio della guerra in Ucraina, che ora è in fase di chiusura. è un intervento che prevede crediti fino a 200mila euro e fino a 4 anni a tasso scontato per superare il momento di crisi. Potremo metterci 18 milioni, come in Sviluppo Trentino». Con 18 milioni pubblici che coprono l’1,5% di interesse per 4 anni, i finanziamenti attivabili arrivano a 300 milioni. Se il contributo provinciale è concentrato in uno o due anni, si arriva a molto di più, fino a 1 miliardo. A questi, aggiunge Spinelli, si aggiungerà il microcredito fino a 25mila euro per le microimprese tramite i Confidi, partendo da 1 milione di plafond. Sempre calibrando gli interventi in base a quelli nazionali.

A che punto siamo con il piano Trentino 2040?
«I contributi sono arrivati, siamo nella fase successiva in cui raccogliamo elementi e spunti di interesse per costruire la versione finale di Prospettive Trentino 2040. Verso fine giugno dovrebbe esserci la presentazione».

Il piano lavora su temi che sono strettamente intrecciati alla crisi in corso.
«Non bisogna allineare i due piani, gli interventi anticrisi sono interventi di emergenza. Abbiamo già preso una doppia iniziativa per le imprese e per i cittadini, potremmo citare le misure nel piano ma non ne fanno parte».

Il presidente di Confindustria Delladio dice che i 10 milioni per le imprese non bastano.
«Lasciamo aperta la possibilità, il plafond potrebbe anche aumentare in base alle richieste. Si tratta di interventi sulla resilienza energetica e la diminuzione dei consumi energetici in cui abbiamo inserito anche la possibilità di realizzare impianti fotovoltaici. Su questo abbiamo già fatto molto, i bandi sul fotovoltaico hanno messo in campo complessivamente 38 milioni, a cui si aggiungono i contributi a sportello della legge 6 (2,5 milioni nell’ultimo anno ndr), che in tutto hanno sostenuto investimenti per più di 100 milioni. Ed è un beneficio che oggi molti si trovano in bilancio, con un decimo dei consumi energetici precedenti».

Tra i punti principali di Prospettiva 2040 non c’è proprio l’energia?
«Il piano prevede un’indipendenza più diffusa dai fornitori energetici tradizionali. Ci sarà la messa in gioco di operatori, di soggetti che agiscono sui territori con più capacità di intervento del passato. Ma tra i punti importanti c’è anche l’innovazione e ricerca con il trasferimento tecnologico alle aziende, l’internazionalizzazione con incentivi per andare all’estero, la previdenza complementare e il welfare aziendale. E uno sguardo ai soggetti finanziari e assicurativi come facilitatori, che mettono in sicurezza il sistema economico. Sia con Cassa Centrale e le Casse rurali che con tutte le altre banche che hanno aderito a protocolli come Sviluppo Trentino possiamo pensare a iniziative contro la crisi».

A quali misure state pensando?
«Riapriamo il protocollo energia come polmone finanziario per le imprese. Il protocollo era stato avviato con i rincari energetici del 2022. Ma l’industria, gli autotrasporti e anche altri settori hanno consumi molto forti che sono rincarati. I prezzi salgono, con il contributo della speculazione, e ci sono problemi seri come la mancanza di componenti hardware per l’industria digitale. Possiamo quindi attivare crediti fino a 200mila euro a 4 anni a tasso scontato grazie al contributo della Provincia per superare il momento di crisi. Ripartirà anche il microcredito Confidi fino a 25mila euro per le imprese di taglia minore. Guardiamo al 2040 ma dobbiamo fare anche gli interventi anticiclici. Pensando sempre a misure integrate con gli interventi governativi, per evitare che ci siano incentivi troppo ridotti in certi ambiti e esagerati in altri».