Cronaca

domenica 24 Maggio, 2026

La Cassazione ha annullato la sentenza d’assoluzione nei confronti di «zia Martina» l’insegnante accusata di avere avuto rapporti sessuali con minorenni

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La donna (vero nome Daniela Casulli) era stata arrestata nel 2021 in Trentino. La sua reazione: «In Italia il processo penale si è rotto»

Nuovo colpo di scena giudiziario nel caso che vede coinvolta Daniela Casulli, ex insegnante 48enne conosciuta sui social come «Zia Martina». La Corte di Cassazione ha infatti annullato la sentenza con cui la donna era stata assolta in Appello dalle accuse di pornografia minorile e corruzione di minore, disponendo un nuovo processo davanti a una diversa sezione della Corte d’Appello di Bari.

Casulli era finita in manette nel 2021 mentre insegnava in Trentino in una scuola media del capoluogo. In primo grado era stata condannata a sette anni e tre mesi di reclusione per due video che, secondo l’accusa, immortalavano rapporti sessuali con un 15enne e per una videochiamata su Instagram alla quale avrebbe partecipato anche un dodicenne.

Successivamente, però, la Corte d’Appello aveva ribaltato la sentenza, assolvendo la 48enne con la formula «perché il fatto non costituisce reato». Secondo i giudici di secondo grado, infatti, non vi sarebbero stati elementi sufficienti per dimostrare la volontà della donna di realizzare o contribuire consapevolmente alla produzione di materiale pornografico con il coinvolgimento di un minore, né la consapevolezza della presenza del 12enne durante la videochiamata contestata.

La Procura generale di Bari aveva quindi presentato ricorso in Cassazione contro l’assoluzione. Ricorso che è stato accolto dalla Suprema Corte, che ha disposto un nuovo processo d’Appello.

La decisione è stata commentata dalla stessa Casulli sui social: «Il processo penale in Italia è rotto», ha scritto in un post pubblicato dopo la pronuncia della Cassazione.