Energia

domenica 24 Maggio, 2026

Quotazione Dolomiti Energia, Granella fissa la nuova data: «Finestra d’autunno andata, andremo al 2027»

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L'amministratore delegato della multiutility trentina punta ad un aumento di capitale da 500 milioni di euro

La prima finestra utile per la quotazione in Borsa di Dolomiti Energia era questo autunno. Ma ormai «è andata», afferma l’amministratore delegato della multiutility trentina Stefano Granella (nella foto Di Tommaso) a margine del panel del Festival dell’Economia dedicato a «Costi dell’energia, investimenti, infrastrutture e competitività» tenutosi a Palazzo Geremia. «A questo punto andremo al 2027». Dipende dal dibattito politico che si è aperto e dalla decisione dei soci. Ma nel momento in cui c’è il via libera, in quattro-cinque mesi si può partire.

Perché «nell’energia e nelle infrastrutture servono investimenti ciclopici – dice Granella – Noi li stiamo facendo ma non possiamo continuare con questo ritmo, nel solo 2025 abbiamo contratto nuovo debito per 500 milioni di euro». Serve capitale, quale che sia la strada scelta: «Circa 500 milioni di aumento» precisa Granella. Partendo dall’attuale patrimonio, pari a 1,6 miliardi, significa portare il capitale di Dolomiti Energia oltre i 2 miliardi. I 500 milioni saranno il 20% di flottante che andrà in Borsa, dove la società potrebbe essere valutata fra i 3 e i 4 miliardi in base alle ultime stime di Equita, mentre i soci pubblici – Provincia, Comuni di Trento e Rovereto, altri enti locali – manterranno una maggioranza del 55% del capitale. Una quota delle nuove azioni emesse sarà riservata al pubblico retail, i piccoli risparmiatori, tra i quali tanti trentini. «Come per il Green bond» conferma Granella richiamando quanto detto dal presidente della holding pubblica di controllo Findolomiti Energia Paolo Nicoletti (Il T di ieri). Ma non pesa l’incertezza del rinnovo delle concessioni idroelettriche? «In ogni caso – dice Granella – dobbiamo arrivare a quel momento più forti di quello che siamo adesso».

A che punto è il percorso per la quotazione in Borsa di Dolomiti Energia?
«Noi stavamo lavorando in modo da essere pronti, la prima finestra utile era quella di autunno che ormai direi che è andata, a questo punto andremo al 2027. C’è anche un aspetto contabile: bisogna chiudere una trimestrale e averla auditata. La prima finestra utile era con la semestrale 2026, altrimenti dobbiamo fare l’operazione con quella dei primi nove mesi. Ma i tempi dipendono dalla decisione dei soci».

Perché secondo lei la quotazione è necessaria?
«Il mondo sta cambiando e soprattutto nel settore dell’energia e delle infrastrutture servono investimenti ciclopici. Noi li stiamo facendo ma non possiamo continuare con questo ritmo. Abbiamo bisogno da un lato di avere ulteriore debito, cosa che stiamo facendo: solamente nel 2025 abbiamo contratto nuovo debito per 500 milioni. Però è corretto che una società di questo genere se vuole crescita abbia essenzialmente un aumento di capitale, poi su come si voglia fare ci sono diverse strade».

Di che dimensioni dovrebbe essere questo aumento di capitale?
«Circa 500 milioni di euro».

Il presidente di Findolomiti Energia Nicoletti ha detto che il 20% della quota retail del Green bond di ottobre è stata sottoscritta da risparmiatori trentini.
«Sì è vero, c’è un grande interesse da questo punto di vista».

Ma siete preoccupati per le concessioni idroelettriche?
«No. Qualunque strada si seguirà, quello che è sicuro è che servono investimenti. Poi quale sarà lo strumento tecnico per rinnovare le concessioni vedremo, però dobbiamo arrivare a quel momento più forti di quello che siamo adesso ed è importante farlo prima».

È vero che siete interessati al portafoglio di impianti di energia rinnovabile di Iren?
«Per ora hanno ritirato la disponibilità a vendere. Ma noi siamo interessati a qualsiasi tipo di portafoglio di rinnovabili, lo guarderemo sicuramente. Facciamo bene a investire sull’eolico e fotovoltaico. Nel primo trimestre l’idroelettrico pesa meno del 30% sul risultato del gruppo, anche per il gap sull’idraulicità che proseguirà nel secondo trimestre, diversificare è un elemento di forza».

Nel dibattito, Granella sottolinea: «Mi auguro che nelle prossime aste ci sia più spazio per l’eolico che per il fotovoltaico. L’Italia ha fatto l’errore di buttarsi sui cicli combinati perché il gas russo costava poco. Ora bisogna puntare sulle rinnovabili e servono investimenti paurosi sulle reti». E annuncia un’offerta per i clienti «con un prezzo più basso durante il giorno proprio per invitare il consumatore a spostare l’uso dell’energia nelle ore diurne quando il prezzo è più basso grazie alle rinnovabili».