Alta Valsugana

giovedì 21 Maggio, 2026

Autovelox, il comune di Pergine alle prese con tre denunce. Ma il sindaco Morelli: «Non spegneremo»

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L'ultima arriva dall'associazione Altvelox. In consiglio anche il caso della diffida di AmAmbiente a due consiglieri

Tra l’arrivo di un nuovo consigliere, le discussioni sull’autovelox e sulla nuova opera d’arte (temporanea) installata in piazza Gavazzi e il confronto diretto con AmAmbiente, il consiglio comunale di ieri è stato particolarmente intenso. Tra le questioni che hanno tenuto banco, la nuova denuncia che il Comune ha subito da parte dell’associazione Altvelox, contro i rilevatori di velocità presenti in Comune. Ma c’è stato anche spazio per le polemiche nate intorno alla nuova scultura installata in piazza Gavazzi e per lo scontro tra i civici di minoranza e AmAmbiente, che hanno affermato di essere stati diffidati da un membro del Cda dell’azienda pubblica.
Al di là delle polemiche, la seduta si è aperta anche con due momenti particolarmente sentiti. Innanzitutto con un minuto di silenzio in memoria di Luciana Gretter, madre del consigliere Carlo Pintarelli scomparsa nei giorni scorsi. Poi, con l’ingresso in consiglio di Francesco Ochner, subentrato dopo le dimissioni di Roberto Oss Emer. Una sostituzione accolta con un applauso e da un augurio generale di un buon lavoro.

Autovelox, terza denuncia
Tra le domande di attualità poste alla giunta del sindaco Marco Morelli una delle più curiose riguarda l’opera d’arte «Mediterraneo», installata nei giorni scorsi in piazza Gavazzi. Si tratta di una testa gigante, realizzata da Lois Anvidalfarei e legata alla mostra di arte contemporanea in corso a Castel Pergine. L’arrivo dell’opera, come hanno riportato i consiglieri civici Daniela Casagrande, Carlo Pintarelli e Morgan Betti nella loro domanda «ha immediatamente suscitato forti perplessità, generando un ampio dibattito e diverse lamentale tra i cittadini, sia di persona che sulle piattaforme social». Il sindaco Morelli ha difeso la scelta: «Non va a offendere il pudore pubblico, ma ha un suo profondo significato e drammatico: vuole rappresentare i drammi successi proprio nel Mediterraneo. È compito dell’arte suscitare polemica e critica».
Durante le domande di attualità è stato anche trattato il caso della nuova denuncia presentato dall’associazione Altvelox nei confronti del Comune di Pergine (che si aggiunge alle altre due presentate dal gruppo). Oltre al sindaco, come dichiara la stessa associazione sul proprio Facebook, sono stati oggetto di denuncia anche «Commissario del Governo, Polizia Locale, Polizia Stradale e Provincia autonoma di Trento», accusati di conoscere la mancanza di omologazione degli apparecchi ma di procedere comunque con le rilevazioni. Il sindaco è stato netto: «Spegnere i rilevatori significa togliere i limiti di velocità: è una cosa che non possiamo fare».

«Diffidati da AmAmbiente»
Una parte consistente del consiglio comunale ha poi riguardato il confronto diretto con AmAmbiente, la partecipata multiservizi di cui il comune di Pergine è il maggior azionista. Durante il confronto con i consiglieri, il presidente Daniele Malacarne, la vice Debora Bosco, il direttore Alessandro Buoso e i tecnici dell’azienda hanno ripercorso alcuni dei principali risultati del 2025: tra questi, la sostituzione di 6400 contatori, la raccolta di oltre 10 milioni chilogrammi di rifiuti e 249mila euro di incassi provenienti da parcheggi pubblici.
In un intervento particolarmente critico il consigliere Morgan Betti ha affermato come lui e il resto dei civici siano stati oggetto di una diffida da parte del Cda dell’Azienda, sottolineando il rischio di un’ingerenza contro il consiglio comunale e il diritto di critica. La risposta è arrivata dal presidente Malacarne: «Quando un intervento ha contenuto diffamatorio c’è il rischio che un legittimo diritto di critica possa sfociare in una lesione dell’onorabilità di chi gestisce una società comunale. Non è stato adottato nessun tipo di provvedimento o azione, ma solo un invito a prestare attenzione». Durante la discussione non è stato chiarito il motivo della diffida: un momento teso tra le due parti risale però allo scorso 14 febbraio, dopo che i consiglieri avevano pubblicato sui social alcuni interventi sulla gestione dei parcheggi e dei loro ricavi da parte del Comune e di AmAmbiente.