Sanità
giovedì 30 Aprile, 2026
Maltrattamenti in casa di riposo, l’associazione Familiari Rsa Unite avverte: «Episodi ricorrenti che raramente vengono ascoltati»
di Redazione
L'appello: «Chiediamo alle istituzioni uno sguardo più attento e responsabile sul tema»
Il caso del fascicolo d’indagine aperto dalla Procura di Trento nei confronti della Rsa Anaunia di Taio, su richiesta della consigliera provinciale Francesca Parolari, riaccende il riflettore sul tema dei maltrattamenti all’interno delle case di riposo.
A prendere parola in merito è l’associazione Familiari Rsa unite, spiegando come si tratti di episodi diffusi anche all’esterno della struttura nonesa: «Non intendiamo entrare nel merito della vicenda di Taio, di cui non conosciamo i dettagli e sulla quale auspichiamo si possa giungere al più presto a un accertamento chiaro e trasparente – dichiara l’associazione nel suo comunicato stampa – Riteniamo però necessario aprire una riflessione più ampia su quanto sia difficile affrontare e discutere il tema, troppo spesso sottovalutato, del maltrattamento nelle Rsa. La nostra associazione incontra con frequenza familiari di residenti in queste strutture, e alcuni raccontano con grande sofferenza episodi di grave maltrattamento o anche abusi considerati meno gravi, ma non per questo meno dolorosi: castighi umilianti, offese, incuria, negligenza».
Ma ad allarmare l’associazione è soprattutto la mancanza di dialogo: «I familiari che hanno trovato la forza di segnalare criticità ai direttori delle strutture raramente hanno ricevuto l’ascolto, l’accoglienza e la tutela che si sarebbero aspettati – prosegue la nota – Molti hanno preferito tacere, per il timore spesso fondato di ritorsioni, per la difficoltà nel dimostrare un abuso o nel documentare procedure scorrette, ma anche per la consapevolezza della relazione di dipendenza dalla struttura e del bisogno di preservare, per quanto possibile, un clima sereno» Viene puntato il dito anche contro la riduzione degli orari da visita, che «impoverisce la qualità della vita delle persone residenti».
Da qui l’appello: «Chiediamo alle Istituzioni e ai dirigenti delle strutture uno sguardo più attento e responsabile verso il tema delicato e grave degli abusi – conclude l’associazione – Chiediamo, nei confronti dei familiari e dei loro rappresentanti, maggiore trasparenza sui percorsi organizzativi, sulle strategie di prevenzione, sui programmi di formazione attivati in materia di maltrattamento e sulle loro effettive ricadute nella riduzione di pratiche e sistemi lesivi».
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