Il progetto

martedì 28 Aprile, 2026

La co-abitazione sperimentale a Dro: nove alloggi per anziani autosufficienti contro solitudine e fragilità sociale

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Il progetto di cohousing intergenerazionale offre undici posti letto e assistenza h24 per garantire autonomia e sicurezza. Un modello sperimentale finanziato dal Pnrr che punta a rivoluzionare l'assistenza domiciliare in Trentino

La Comunità Alto Garda e Ledro, assieme alla Provincia autonoma di Trento, al Comune di Dro e all’Apsp “Residenza Molino” di Dro, ha presentato una risposta innovativa al progressivo invecchiamento della popolazione. L’obiettivo è rafforzare i servizi territoriali e domiciliari per gli anziani e le loro famiglie attraverso una proposta residenziale d’avanguardia gestita dall’Apsp di Dro, con la collaborazione della cooperativa sociale Arcobaleno. Il progetto, finanziato dal Pnrr, dal Comune di Dro e da altri enti pubblici e privati, mette a disposizione nove unità abitative (tre appartamenti e sei stanze) dove le persone anziane possono mantenere la propria autonomia.

L’iniziativa è stata illustrata oggi dall’assessore alla salute e politiche sociali Mario Tonina, insieme al presidente della Comunità Giuliano Marocchi, alla sindaca di Dro Ginetta Santoni e alla presidente dell’Apsp Antonella Genovesi.

“Il progetto di cohousing intergenerazionale di Dro rappresenta una visione innovativa e un laboratorio sperimentale per l’intero Trentino,” ha spiegato l’assessore Mario Tonina. “La sinergia tra enti locali e terzo settore ha trasformato un luogo storico in un modello di abitare accompagnato. Questo territorio, insieme alle Giudicarie, è pioniere nella sperimentazione delle linee guida provinciali per il sostegno alla domiciliarità, mettendo la persona al centro in un contesto inclusivo, sicuro e sostenibile.”

Il nuovo servizio, inserito come priorità nel Piano sociale 2026-28 della Comunità Alto Garda e Ledro, punta a superare il modello tradizionale delle case di riposo, offrendo una soluzione a chi è ancora autosufficiente ma vive situazioni di fragilità o solitudine. La struttura dispone di spazi comuni per la socialità e sistemi tecnologici per il monitoraggio della sicurezza, con una capacità ricettiva complessiva di undici posti.

Al servizio potranno accedere i residenti dell’Alto Garda e Ledro con età superiore ai 65 anni. Le domande possono essere presentate presso lo Spazio Argento di Riva del Garda (via Rosmini 5/b) a partire dal mese di maggio 2026. Le richieste confluiranno in una graduatoria dinamica basata su indicatori sociali e sanitari.

Per quanto riguarda i costi, le tariffe mensili sono state fissate secondo questo schema:

975,00 € per la stanza (formula omnicomprensiva con ristorazione completa);

830,00 € per l’appartamento (servizi inclusi, pasti esclusi);

1.200,00 € per l’appartamento condiviso da due persone.

La retta comprende l’alloggio arredato, le utenze, le pulizie, la rete wi-fi, l’animazione e la reperibilità h24 del personale per emergenze sanitarie. Sono inoltre disponibili servizi extra su richiesta, come parrucchieria, assistenza domiciliare individualizzata e prestazioni sanitarie, tariffati dall’Apsp o richiedibili tramite base Icef alla Comunità di Valle.

Questo percorso si inserisce in una più ampia strategia di co-programmazione che coinvolge anche la Comunità delle Giudicarie e la Fondazione Franco Demarchi, con l’obiettivo di ridefinire le risposte ai bisogni delle famiglie e dei caregiver entro giugno prossimo.