Trento
domenica 26 Aprile, 2026
Le zone 30 funzionano? La circoscrizione di Gardolo le promuove: «Ma bisogna intervenire sul traffico»
di Serena Torboli
Parla il presidente Ivan Tezzon: «Inceneritore? Siamo in attesa di notizie dall'Egato»
Serena Torboli
La circoscrizione di Gardolo presenta una popolazione molto giovane, con un alto numero di persone straniere e un reddito più basso rispetto alla media del territorio comunale. Un territorio storicamente non semplice, in cui l’incontro fra culture diverse a volte ha anche faticato a trovare un’armonia. Il presidente Ivan Tezzon le racconta con serenità, dopo quasi un anno di consiliatura, dove la maggioranza di centrosinistra è ben stabile ma Fratelli d’Italia si è affermata come prima forza politica. «Ma anche con la minoranza possiamo parlare senza problemi e molti documenti passano all’unanimità», dice.
Su cosa vi state concentrando in ambito sociale?
«Punteremo su iniziative per una popolazione giovane e sul rilancio della socialità, coinvolgendo le associazioni, ancora segnate dal periodo Covid. Vogliamo promuovere attività sportive e culturali su tutto il territorio, anche dove sono meno presenti realtà organizzate. La circoscrizione è pronta ad ascoltare, sostenere e facilitare, sul piano organizzativo, burocratico ed economico, le proposte che arriveranno dalle associazioni».
Lo scorso autunno le attività commerciali di Gardolo stavano vivendo problemi di sicurezza. Come va ora?
«Intanto mi sembra che di spaccate ce ne siano per fortuna di meno. Abbiamo ipotizzato con i commercianti di costituire dei tavoli di lavoro. Un altro elemento positivo è che non stiamo registrando crisi o chiusure significative: talvolta alcuni esercenti chiudono ma per spostarsi più in là, e i ristoranti sono perlopiù di proprietà o con appalti grossi».
Gardolo è il territorio in cui il progetto di zone 30 è più avanzato. In generale come valuta il progetto delle zone 30 in generale?
«Sicuramente servirà per eliminare una parte di traffico, specie dove ci sono punti pericolosi o scuole.
In zona Sant’Anna sta andando bene, stiamo aspettando ora di rendere gli interventi definitivi dopo la fase sperimentale. La gente è 50-50 tra favorevoli e contrari, però credo che conterà anche vederli quando sarà tutto esteticamente più bello: un conto è vedere un pilone giallo a terra, un altro è avere un’aiuola.
A livello viabilistico stiamo attendendo il via libera per gli interventi su via Soprassasso e in via Paludi. Invece, nella parte sud di Gardolo in zona di via 8 Marzo, dove c’è il campo di padel, erano state proposte diverse soluzioni come i marciapiedi ma non erano attuabili per la larghezza della strada, ora rimane il pinch point (il restringimento della carreggiata per rallentare i veicoli, ndr)».
Sugli interventi legati alla viabilità, come i parcheggi di attestamento a nord del Bermax, o del sottopasso, ci sono sviluppi?
«I lavori per il sottopasso di Spini stanno per partire e so che c’è il via libera dalla Provincia. Per il parcheggio di attestamento invece dovremo aspettare il progetto completo. Per noi che ci sia un luogo di interscambio è positivo: naturalmente questo è legato ad altri aspetti su cui il Comune deve decidere, ad esempio il raddoppio della Trento-Malè o scegliere soluzioni come i bus o il Nordus. Penso che se il trasporto urbano funziona, viene scelto di più, altrimenti la gente usa la macchina».
Il parcheggio del Pioppeto è stato al centro della cronaca, come vanno ora le cose?
«La situazione è migliorata dopo la regolamentazione dei parcheggi: sono sparite le soste dei camion, ora spostate più a sud, tra Eurospin e Poli. Restano episodi di abbandono rifiuti, ma senza criticità gravi come in passato all’ex autolavaggio. La Commissione ha chiesto più illuminazione nel passaggio pedonale. Il problema dell’abbandono dei rifiuti sta emergendo un po’ su tutto il nostro territorio. Con Dolomiti Ambiente si valuterà la gestione dei cestini e si organizzeranno incontri sulla raccolta differenziata in ogni circoscrizione. A Gardolo c’è già una buona risposta: iniziative come “Puliamo Gardolo” e “Puliamo via Giarrette” hanno visto una buona partecipazione. Anche le scuole sono interessate. Anzi, il primo gruppo “Puliamo” è nato proprio a Spini una decina di anni fa».
A proposito di rifiuti e della chiusura del ciclo, un inceneritore ad Ischia Podetti sarebbe proprio davanti a Gardolo…
«Noi siamo fermi perché stiamo aspettando l’Egato. Non posso dire se siamo a favore o a contrari finché non abbiamo chiaro di cosa vogliano: un conto è un inceneritore, un altro è un gassificatore e ancora diversa è l’ipotesi di movimentazione del rifiuto residuo come alla Maza di Rovereto. Se la collocazione sarà Ischia Podetti sappiamo che siamo proprio di fronte: per la direzione dell’aria potrebbero essere soggette più la Piana Rotaliana e Meano, anzi più la prima visto che negli ultimi anni l’Ora del Garda sembra si è attenuata. Noi potremmo avere problemi per eventuali odori: anni fa quando movimentavano l’organico si sentiva fino a Roncafort e a Spini. Dobbiamo capire cosa deciderà Egato, poi ci dovremo muovere sicuramente, ne abbiamo già parlato in consiglio».
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