Aggressione nel pomeriggio di oggi (21 aprile) in un poliambulatorio comunale di Trento, dove un medico di famiglia è stato assalito da un uomo che pretendeva un certificato di malattia più lungo rispetto a quanto già prescritto.
Secondo quanto ricostruito, dopo la visita e la terapia indicata dal professionista, il paziente – descritto come extracomunitario – avrebbe insistito per ottenere più giorni di malattia. Al rifiuto del medico, la situazione è degenerata.
L’uomo è andato in escandescenza, ha aggredito il medico mentre cercava di lasciare lo studio e gli ha anche rotto la chiave mentre tentava di chiudere l’ambulatorio, bloccando di fatto l’attività.
Spaventato, il professionista ha lasciato lo stabile per cercare aiuto. Successivamente si è accorto anche della scomparsa di un ricettario.
A denunciare l’accaduto è Nicola Paoli, segretario dello Smi del Trentino: «Noi non abbiamo body guard o telecamere per riprendere gli assalti di questi incivili, come è accaduto alla troupe di “Fuori dal coro”».
L’episodio riaccende il tema della sicurezza per i medici di base, soprattutto nelle sedi periferiche.
«Ogni volta che succede un grave fatto – aggiunge Paoli – tutti gli altri pazienti restano senza visita per un giorno intero».
Il medico aggredito, infatti, avrebbe già annunciato l’intenzione di chiudere gli ambulatori secondari: «Non ci sono più le condizioni per lavorare in sicurezza negli ambulatori comunali periferici della città di Trento, che non hanno neppure le più elementari misure di protezione per i professionisti».