Cronaca
martedì 21 Aprile, 2026
Accusato di aver molestato sette pazienti, il medico del lavoro si difende: «Manovre cliniche appropriate»
di Benedetta Centin
Il professionista rimane agli arresti domiciliari su ordine del giudice. Indagine dei Nas
Rimane ai domiciliari il medico del lavoro, dipendente di una struttura privata trentina, arrestato una settimana fa, su ordinanza, con la pesante accusa di violenza sessuale aggravata, di aver cioè abusato di sette pazienti che si erano presentate da lui per una visita medica in ambito lavorativo. Così ha deciso il giudice per le indagini preliminari Gianmarco Giua davanti a cui il professionista era comparso giovedì scorso, per l’interrogatorio di garanzia.
Allora il più che cinquantenne si era difeso su tutta la linea per circa un’ora, contestando le accuse, spiegando che «se mai ci fosse stato qualcosa è stato del tutto involontario» avrebbe chiarito l’indagato. Il suo avvocato, Fabio Valcanover, aveva chiesto la remissione in libertà del camice bianco ma il giudice ha disposto che rimanga agli arresti domiciliari, come del resto era stato il parere della Procura. Giudice che nei giorni scorsi aveva firmato, su richiesta del sostituto procuratore Davide Ognibene, l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per il professionista. Una misura, questa, motivata da quanto sette pazienti avevano raccontato di aver subito, con modalità simili, dallo stesso medico. Episodi anche datati, a partire dal 2018, fino appunto al 2026. Ci sono state due ulteriori testimonianze da parte di altrettante donne, ma a quanto pare meno circostanziate: queste però non rientrano nel materiale probatorio che ha portato il giudice a disporre gli arresti domiciliari per il medico, segnalato per questo procedimento penale anche all’Ordine. L’abuso più grave per gli inquirenti è quello più recente, che ha fatto scattare l’inchiesta, con accertamenti delegati ai carabinieri del Nas di Trento.
È infatti delle ultime settimane la querela presentata da una donna che era stata visitata dal medico nell’ambito di un accertamento periodico della condizioni di salute necessarie per lo svolgimento della propria occupazione. La denunciante sostiene di essere stata pesantemente molestata dal professionista arrestato, di aver subito atti a sfondo sessuale, non compatibili né giustificabili da esigenze mediche, durante la prevista visita di medicina del lavoro.
I militari del Nas hanno poi raccolto le deposizioni di molte altre donne, sue colleghe, che hanno descritto comportamenti analoghi tenuti dal camice bianco nei loro confronti, durante le visite. Racconti molto simili tra loro. Avvenuti in tempi diversi, nel corso di alcuni anni, in un lasso di otto anni.
Di suo, l’avvocato Valcanover ha nel frattempo depositato una consulenza di parte che attesta come le visite fatte dal suo assistito siano state eseguite con manovre cliniche appropriate, idonee. Il legale valuterà anche la possibilità di ricorrere al tribunale del Riesame sollecitando la remissione in libertà del suo cliente.
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