Politica

martedì 21 Aprile, 2026

Il grande buco delle olimpiadi: il caso finisce in consiglio Provinciale. Il Pd «La Provincia sa? Autorizzerà la spesa?»

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Al Trentino chiesti 20 milioni, oltre sessanta alla Lombardia e 26 al Veneto

«Altro che volano economico, le olimpiadi invernali pare si stiano trasformando in un grosso deficit che anche il Trentino è chiamato a ripianare». Parole della consigliera del Partito democratico Lucia Maestri, che ha presentato oggi (martedì 21 aprile) un’interrogazione sul buco olimpico da 310 milioni (di cui venti chiesti al solo Trentino)  in consiglio provinciale. Il tutto, spiega l’esponente Pd, «nel silenzio della Provincia, del suo rappresentante nella Fondazione Milano-Cortina, del presidente del “Comitato Nordic Ski Fiemme”». Nell’interrogazione si chiede se la Provincia è al corrente della situazione venutasi a creare; se ritiene di dover spiegare come ripianare il debito; a quanto ammontano le entrate per le Olimpiadi in Trentino e con quali meccanismi la Provincia intende autorizzare la spesa per saldare i debiti della Fondazione Milano-Cortina.

Il buco riguarda anche Veneto (a cui sono stati chiesti 26 milioni), Lombardia (60 milioni) e Alto Adige (5 milioni).

Critica anche la consigliera provinciale di Avs, Lucia Coppola: «La narrazione trionfalistica delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina si infrange contro la realtà dei numeri – afferma -.  È questo il bilancio emerso il 9 aprile scorso, nel corso dell’ultima riunione del consiglio di amministrazione della Fondazione Milano-Cortina. Alla base delle Olimpiadi diffuse c’era l’idea di utilizzare strutture esistenti per evitare il fenomeno del successivo abbandono. A Predazzo sono state demolite le vecchie rampe che sono state sostituite da due nuove, a Livigno le piste olimpiche sono state costruite accanto allo snow-park esistente. Allo stesso modo non è stata recuperata la vecchia pista di bob di Cortina, scartando l’ipotesi di usare piste già esistenti all’estero, il che avrebbe intaccato, secondo il Governo, la sovranità italiana sui giochi. Ne è costruita una nuova costata 120 milioni di euro e per farla è stato necessario abbattere un bosco. La sostenibilità ambientale di queste Olimpiadi resta una grande criticità per molteplici motivi. Basti pensare che è stato necessario produrre 1,6 milioni di metri cubi di neve artificiale (l’equivalente di 640 piscine olimpioniche riempire di neve). Si è verificato un grande dispendio di energia prendendo grandi quantità di acqua dai fiumi. Fortunatamente le nevicate hanno attutito i rischi per l’approvvigionamento locale».