Riva del Garda

domenica 19 Aprile, 2026

Pioppi centenari avvelenati alla Purfina: oggi si procede con l’abbattimento. Danni ambientali per 40mila euro

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L'intervento è necessario: dopo la perizia, via al taglio per sicurezza. Nuovi alberi in arrivo, ma non sostituiranno memoria e paesaggio

Oggi saranno abbattuti i due pioppi centenari che si ergevano sulla spiaggia della Purfina, avvelenati tra l’autunno 2024 e l’inverno 2025. Il Comune ha provveduto a denunciare ignoti che, qualora dovessero essere individuati, dovrebbero risarcire 40 mila euro di danno al patrimonio arboreo, oltre alle spese di smaltimento che potranno raggiungere i 10 mila euro. Con loro se ne va un frammento di memoria comunitaria: pomeriggi d’estate in riva al lago, condivisi con familiari, amici e turisti da tutto il mondo. Data l’imponenza – circa 38 metri di altezza e 520 e 438 cm di circonferenza a 1,3 metri –, i lavori di taglio, eseguiti pezzo per pezzo, dureranno circa tre giorni e comporteranno una spesa a carico della collettività compresa tra i 5mila e i 10mila euro, da definire al termine delle operazioni.

Con l’alta stagione alle porte, l’intervento non è più rinviabile per garantire la sicurezza di bagnanti e ciclisti. «Abbiamo atteso la fine dell’inverno per verificare eventuali segnali di ripresa. Ma la perizia eseguita dal dott. Giorgio Maresi della fondazione Mach di tre settimane fa ne ha certificato l’irrecuperabilità: interveniamo ora per evitare che i rami si stacchino e cadano addosso a qualcuno», ha spiegato l’assessore Bertoldi. Allo scopo di restituire ombra d’estate e luce d’inverno – fondamentali per il mantenimento del prato – saranno piantati due platanoidi con foglie larghe. Ma questa misura – per quanto necessaria e doverosa – può davvero bastare a sostituire un patrimonio arboreo simile? Come si ricrea l’anima di un luogo?
Il sindaco prospetta l’ipotesi di «lasciare la base in loco come monito e di avviare progetti di valorizzazione artistico-culturale». Una sensibilizzazione necessaria, alla luce dell’aumento, tra la prima e la seconda analisi, dei fori di trapano praticati per far penetrare in profondità il veleno, ma anche di precedenti episodi sulla ciclabile di Varone.

«Si sta diffondendo un comportamento del tutto fuori contesto: chi compie questi gesti non solo commette un reato, ma dimostra di non avere a cuore il patrimonio pubblico», ha commentato Zanoni.

La denuncia sporta a maggio 2025 dal Comune, con una quantificazione del danno ambientale pari a 40 mila euro, è stata archiviata e, a oggi, i responsabili non sono stati individuati.

Resta dunque il vuoto lasciato da due presenze che per oltre un secolo hanno caratterizzato il paesaggio e la vita quotidiana dei rivani. Affissi sui loro tronchi, dei necrologi bilingue ne raccontano, in questi ultimi giorni, la triste vicenda. Una perdita che nessuna nuova piantumazione potrà colmare nell’immediato, ma che invita a riflettere sul valore e sulla fragilità della natura e dei beni pubblici, troppo spesso dati per scontati o, come in questo caso, irreversibilmente compromessi.