Politica

sabato 18 Aprile, 2026

Il Campo Largo alla Trentina (cioè con Onda) spacca il Pd. Dal Ri: «Degasperi deve maturare», Manica: «Errore dire no a un’apertura»

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Il segretario provinciale nutre dubbi sulla possibile alleanza, ma non mancano le voci favorevolei

Le parole di Filippo Degasperi stanno mettendo in subbuglio il Partito democratico trentino. Nell’intervista pubblicata giovedì scorso, l’esponente di Onda apre di fatto a un «comitato di liberazione dal centrodestra» da costituirsi con il centrosinistra. A modo suo dice di essere pronto a collaborare con una delle due coalizioni che si contrapporranno alle Politiche del 2027 e soprattutto alle Provinciali del 2028, superando quella terzietà di posizionamento — né di qua né di là — che aveva fin qui caratterizzato la sua politica. I dem sono divisi: c’è chi non crede alla svolta costruttiva di Degasperi, sottolineando le contraddizioni dell’apertura a livello provinciale e la guerra alla giunta di Ianeselli a livello comunale. Altri invece credono sia giusto allargare il perimetro a chi si vuole proporre come alternativa a Fugatti.

«Vuole davvero governare?»
Tra i dubbiosi c’è la consigliera Lucia Maestri: «Il tema è stato posto — dice anzitutto — e il Pd deve fare un ragionamento. Deve per prima cosa convocare una assemblea del partito come è già stato sollecitato. Ma non per parlare solo di Onda, perché il tema dell’allargamento della coalizione deve essere rivolto anche alle realtà civiche e di centro. Ma in ogni caso, serve una riflessione». L’apertura fatta da Degasperi non si può comunque ignorare e se passa la linea del campo largo a livello nazionale…. «Prima del campo largo si deve valutare la praticabilità del campo, in generale. Se è vero che a livello di Consiglio provinciale c’è una certa condivisione di intenti con Onda, non si può dire la stessa cosa per quanto riguarda i rapporti di Onda in Comune a Trento nei confronti della giunta di centrosinistra di Ianeselli. Per affrontare una discussione, su questo serve un chiarimento». E critica anche l’idea di un comitato di liberazione dal centrodestra: «Non è essendo contro che si costruisce qualcosa, questo tipo di alleanza non vanno molto lontano. Serve un patto di governo: ma Onda è pronta a essere forza di governo? Fino ad ora è sempre e solo stata contro».

«Devono maturare»
Ancora più scettico il segretario del Pd trentino Alessandro Dal Ri: «Come Alleanza democratica autonomista ci siamo già posti il tema dell’allargamento della coalizione, e continueremo a parlarne. Ribadisco che siamo aperti a ogni interlocuzione, ma mi sembra debole la proposta di un fronte contro qualcosa, io credo sia necessario lavorare per qualcosa». La pensa come Maestri, ma il segretario è più tranchant della consigliera: «Degasperi deve fare un passaggio di maturità, deve crescere, non può fare solo opposizione. Perché la nostra prospettiva è quella del governo. E al governo si devono fare anche scelte difficili, come fa la giunta comunale a Trento. Scelte criticate in ogni occasione da Onda». Degasperi, nella sua intervista, aveva espresso la volontà di voler trovare, nel Pd nazionale, un’interlocuzione: «L’interlocuzione con il Pd nazionale la tiene il Pd locale, noi. Poi se qualcuno vuole prendere la tessera, libero di farlo».

«Errore chiudere a un’apertura»
Di diverso avviso è invece il capogruppo dei dem in Consiglio provinciale Alessio Manica. Lui è per il campo largo che, a Roma come a Trento, crede sia la strategia giusta per vincere contro il centrodestra: «L’allargamento e quindi il perimetro della coalizione è ciò che l’Alleanza democratica autonomista deve definire nei prossimi mesi, e quindi è sul tavolo di coalizione e dentro le direzioni di partito che si debbono affrontare e valutare le opportunità o meno. Le indicazioni finora sviluppate — afferma — sono comunque quelle di lavorare sul rinforzo della coalizione attuale ed un’apertura a partire dalle dimensioni civiche». Il tema c’è, dunque, ora Manica suggerisce quello che ritiene il giusto approccio: «Non dobbiamo avere la presunzione dell’autosufficienza e sappiamo che dobbiamo costruire la proposta più competitiva possibile. In questo senso, nell’intervista di Degasperi a ilT, va colta la disponibilità a ragionare su una possibile piattaforma comune alternativa al centrodestra e credo che nella grammatica della politica sia già questo un segnale importante. È chiaro — ammette — che dopo le disponibilità bisogna incrociare i programmi e le idee, perché il collante devono essere le visioni del futuro. Al collega Degasperi dico anche che il tema di chi sarà l’interprete principale di una futura coalizione e proposta di governo non è questione dell’oggi: penso quindi che nei prossimi mesi si debba lavorare per capire se possiamo costruire assieme a un progetto. Il resto verrà dopo». Manica si rivolge anche al suo Pd: «La politica è l’arte di costruire nuove traiettorie. Ricordo che nella città di Rovereto il Pd da oppositore di Valduga è poi riuscito a costruire assieme a lui il secondo mandato, e poi di fatto a sostenerlo per la sfida provinciale»