Trento

mercoledì 15 Aprile, 2026

Da mesi protesta in centro con cartelli, nella notte viola il divieto di avvicinamento per parlare con il figlio: arrestato papà di 49 anni

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A febbraio un precedente, ma era stato rimesso in libertà

Solo un mese e mezzo fa era stato arrestato per aver tentato di sequestrare il figlio adolescente, per averlo avvicinato fuori dalle scuole medie che frequenta, strattonandolo per un braccio e cercando di portarlo con sé. All’alba di ieri il 49enne che bazzica in città, un senza fissa dimora, ci è tornato in cella, a Spini di Gardolo: attorno alle 4 si è presentato sotto casa dell’ex moglie e del figlio di cui non ha più l’affido condiviso, sempre a Trento. Ha gettato sassi in direzione del balcone per richiamare l’attenzione del figlio, per svegliarlo, intenzionato a parlarci. E questo pur sapendo che il giudice, solo a fine febbraio, glielo aveva impedito ancora una volta. Motivo per cui, all’arrivo dei carabinieri all’esterno dell’abitazione, allertati dall’ex moglie, l’uomo è stato arrestato per aver violato il divieto di avvicinamento. E nelle prossime ore dovrà comparire davanti al giudice per l’udienza di convalida. E chissà se avrà voglia di rispondere alle domande, di chiarire.

Il 49enne da tempo protesta pubblicamente in strada, in pieno centro, anche esponendo cartelli, in merito a temi sociali, politici e sanitari, pure per non essere più libero di vedere il figlio ogni qual volta lo desideri — può incontrarlo solo alla presenza dei servizi sociali — e questo per quanto detenga la patria podestà. «Quello di genitore è un diritto naturale» aveva rivendicato il 25 febbraio scorso al giudice che lo aveva scarcerato disponendo per lui l’obbligo di firma in caserma per tre giorni a settimana e ancora il divieto di avvicinamento al figlio. Che ieri ha violato, tanto da tornare in carcere.