Economia
lunedì 13 Aprile, 2026
Guida Extravergini: il Trentino brilla con i giovani produttori e la qualità Slow Food. Premiati Laghel 7, Olio Cru e Frantoio di Riva
di Redazione
Nonostante l'annata difficile per la produzione, il settore punta su biodiversità, innovazione e sostenibilità
C’è anche il Trentino tra i protagonisti della Guida agli Extravergini 2026 di Slow Food Italia. Alla presentazione nazionale, sabato 11 aprile a Torri del Benaco, è stata premiata Giulia Zampiccoli, nuova generazione dell’azienda Laghel 7 di Arco, con una menzione speciale dedicata ai giovani produttori capaci di innovare e guardare al futuro dell’olivicoltura. Un riconoscimento che valorizza un progetto capace di tenere insieme olivicoltura, natura, animali e ospitalità e che conferma la qualità di un territorio dalla produzione limitata ma sempre più attento alla ricerca e alla sostenibilità. La Guida agli Extravergini 2026 rappresenta una fotografia dell’olio extravergine di oliva italiano di qualità, con 776 aziende recensite e oltre 1200 oli. Non è solo uno strumento per orientarsi tra le produzioni, ma anche un racconto delle realtà che tutelano la biodiversità e presidiano territori spesso complessi. Per il Trentino, il riconoscimento a Giulia Zampiccoli rappresenta anche un segnale generazionale.
L’azienda Laghel 7, attiva dal 2003 e certificata biologica dal 2009, lavora principalmente con la varietà autoctona casaliva e negli ultimi anni ha avviato un percorso di ampliamento e sperimentazione. «Questo premio mi ha fatto estremamente piacere ed è il risultato di un lavoro quotidiano condiviso con mia madre, punto di riferimento nella guida dell’attività familiare – commenta Giulia Zampiccoli –. Con il mio ingresso in azienda sto cercando di portare nuove competenze, anche grazie ai miei studi in Agraria: stiamo ampliando l’oliveto con varietà più resistenti e lavoriamo molto sulla divulgazione, attraverso laboratori di fattoria didattica per adulti e bambini. Il nostro è un piccolo angolo di paradiso, curato in ogni dettaglio, dove natura, animali e ospitalità convivono». L’annata 2025 resta però complessa per il comparto trentino.
Come evidenziato da Meri Ruggeri, coordinatrice della guida per il territorio, la produzione ha registrato un forte calo: 793 quintali di olive contro i 2.845 dell’anno precedente. «È difficile definire questa annata olivicola in Trentino – spiega Ruggeri –. Molti produttori non hanno presentato il loro olio e si può parlare di una delle peggiori annate degli ultimi anni. Non è una questione di resa, ma di mancanza di materia prima: l’alternanza produttiva e gli attacchi della mosca dell’olivo, favorita da condizioni climatiche sempre più instabili, hanno inciso in modo determinante, anche sulla qualità». A livello nazionale, la guida restituisce un settore tra criticità e grandi potenzialità. «L’olivicoltura italiana resta un laboratorio di biodiversità e resilienza, dove la qualità è un percorso quotidiano» ha sottolineato la curatrice Francesca Baldereschi, richiamando la necessità di investire nella cultura dell’olio.
Sulla stessa linea Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia, che ha evidenziato il ruolo dei produttori come custodi di biodiversità e la necessità di creare condizioni concrete perché possano continuare a operare. Nonostante le difficoltà, i riconoscimenti per il Trentino nella guida sono numerosi. Il premio Grande Olio Slow è stato assegnato agli oli «L7» di Laghel 7 e «Origini» di Olio Cru di Riva del Garda, mentre il premio Grande Olio è andato a «Uliva» del Frantoio di Riva. A livello nazionale, poco più di cinquanta aziende hanno ottenuto la Chiocciola Slow Food, riconoscimento che premia la capacità di interpretare valori organolettici, territoriali e ambientali. In Trentino è stata assegnata a Laghel 7 e Maso Bòtes.
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