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venerdì 3 Aprile, 2026
Flop nazionale: si dimette anche il ct Gennaro Gattuso. Allenava gli azzurri da meno di un anno
di Redazione
In pole per la successione Roberto Mancini, Massimiliano Allegri, Simone Inzaghi e Antonio Conte
Sono ore concitate anche per il futuro di Gennaro Gattuso dopo le dimissioni arrivate ieri del presidente della Figc Gabriele Gravina e del team manager Gigi Buffon seguite al ko in Bosnia che è costato il mondiale. Il ct sta risolvendo consensualmente il suo rapporto con i legali della Federcalcio. Nelle prossime ore è attesa l’ufficialità.
Gattuso allenava la nazionale italiana dal 15 giugno 2025.
I candidati più accreditati per guidare la ripartenza dell’Italia, al momento, sono Roberto Mancini, Massimiliano Allegri, Simone Inzaghi e Antonio Conte. Una decisione che verrà presa dopo il 22 giugno, giorno dell’assemblea elettiva del nuovo presidente federale. Nel frattempo Baldini, ct dellU21, potrebbe guidare a interim gli azzurri anche nelle amichevoli estive con Lussemburgo e Grecia.
Si è trattato di un passo indietro inevitabile per chi era arrivato con l’obiettivo dichiarato di riportare l’Italia ai Mondiali dopo la doppia disfatta del 2018 e del 2022. Una decisione non certo inattesa dopo la resa ai rigori di Zenica, amaro epilogo di un’avventura di nove mesi e mezzo vissuta con generosità e coraggio, tratti che lo hanno contraddistinto anche quando correva per tre giocatori in mezzo al campo. Rino Gattuso lascia la panchina della Nazionale dopo il ko in Bosnia che ha scosso le fondamenta del calcio italiano, all’indomani delle dimissioni del presidente della Figc Gabriele Gravina e del capodelegazione Gianluigi Buffon. Ovvero coloro che più avevano creduto nella scelta di far sedere “Ringhio” sulla panchina più “calda” del Belpaese. Di fronte a questo scenario, l’ex bandiera del Milan non ha potuto che accodarsi e uscire mestamente di scena. Lo fa “con il dolore nel cuore”, fa sapere l’ex ct azzurro. “Non avendo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati, ritengo conclusa la mia esperienza sulla panchina della Nazionale – aggiunge Gattuso – la maglia Azzurra è il bene più prezioso che esiste nel calcio, per questo è giusto agevolare sin da subito le future valutazioni tecniche”.
Nominato nel giugno 2025 dopo la turbolenta separazione da Luciano Spalletti, Gattuso ha esordito a settembre con un roboante 5-0 sull’Estonia, miglior debutto di sempre per un commissario tecnico azzurro. Successivamente sono arrivate le affermazioni contro Israele e Moldavia e l’accesso aritmetico ai playoff, in una situazione di classifica già compromessa per il primo posto occupato fin dall’inizio del girone di qualificazione dalla Norvegia, che ha inflitto a Gattuso la prima sconfitta da ct con un pesante 4-1 interno di San Siro. Un tonfo che ha fatto riaffiorare vecchi fantasmi e smorzato in parte l’entusiasmo che aveva accompagnato il suo arrivo. La storia recente ai playoff è nota a tutti: prima la non semplice vittoria sull’Irlanda del Nord a Bergamo, poi la fatale uscita di scena ai rigori contro la Bosnia. Seguono le lacrime, il peso di un fallimento collettivo di cui si è assunto la responsabilità, l’amarezza di una maglia azzurra che tanto gli ha dato – da campione del mondo 2006 sotto il cielo di Berlino – e che si è ripresa indietro tutto con gli interessi nella notte di Zenica. Una storia breve finita male per un allenatore rimasto travolto dall’ennesimo ciclone che ha spazzato via l’Italia del pallone.
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