Ambiente

mercoledì 1 Aprile, 2026

Il lago di Loppio mai così secco: moria di pesci e qualche rifiuto sul fondale. «In pericolo anche anfibi e insetti acquatici»

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Dalla costruzione della galleria Adige Garda gli eventi si sono moltiplicati: Osvaldo Negra, vicepresidente di Wwf Trentino e zoologo del Muse lancia l’allarme

«Una sorta di prateria costellata di salici e qualche pioppo». Così Osvaldo Negra, vicepresidente del Wwf Trentino e zoologo del Muse, descrive l’aspetto del lago di Loppio, completamente asciutto proprio all’inizio della primavera, stagione cruciale per la riproduzione di numerose specie. Non è raro che il lago — almeno da quando i lavori della Galleria Adige-Garda negli anni ’50 hanno stravolto la falda acquifera locale — si prosciughi quasi del tutto: uno degli episodi più drammatici risale al luglio 2022, durante la grande siccità che colpì il Nord Italia. Stavolta però, per abitanti e frequentatori della zona, la scena appare particolarmente preoccupante: la «secca», oltre a essere più intensa del solito, arriva in un momento chiave per l’ecosistema, in particolare per gli anfibi ma anche per insetti e uccelli migratori.

«Non so se in questa occasione l’assenza di acqua sia da imputare alle scarse precipitazioni, o a cause idrogeologiche o a responsabilità antropiche — spiega Negra — ma di sicuro ha effetti tutt’altro che positivi: tra marzo e maggio si gioca la riproduzione di gran parte degli anfibi, che rischiano di perdere un’intera annata riproduttiva». Che per questi animali le acque basse del lago siano preziose, prosegue, è noto da tempo: «lo testimoniano le barriere per evitare l’investimento da parte delle auto, distribuite lungo le rive».
Particolarmente preoccupante è la situazione della raganella italiana: «una specie rarissima in Trentino con solo 4 o 5 popolazioni conosciute. Anche per il rospo comune il lago è fondamentale. I rospi arrivano, e non trovando acqua tornano indietro e non si riproducono». Per alleviare la situazione, i tecnici del servizio di tutela ambientale della Provincia hanno posizionato alcune bacinelle d’acqua: «Meglio di niente, ma si tratta di un palliativo, una soluzione di fortuna».

Gli anfibi non sono le uniche specie a subire i danni della «secca». «Le libellule sono l’espressione più magniloquente, più evidente della presenza di insetti acquatici. Come i ditischi (coleotteri acquatici in grado di nuotare, ndr) e un’infinità di altre specie acquatiche subiscono lo stesso destino dei rospi: se lo specchio d’acqua rimane asciutto, gli animali che si sarebbero riprodotti lì non hanno questa chance».

Della situazione fanno le spese anche gli uccelli migratori, anche se — osserva Negra — per loro la minaccia è meno esistenziale, potendo scegliere di spostarsi altrove. «Un grande specchio d’acqua poco profondo come Loppio è un punto di sosta importante per anatre, limicoli e ardeidi. La sua assenza inoltre sottrae territori potenziali a una popolazione nidificante di uccelli come folaghe, gallinelle d’acqua e tuffetti, legati ad acque non particolarmente profonde con vegetazione abbondante».
Proprio a causa dei disseccamenti e della scarsa profondità, il lago invece «non è mai stato ricco di pesci, anche se poi ogni tanto ci venivano buttati da qualcuno, come è avvenuto lo scorso autunno con i pesci rossi». Specie alloctona e invasiva, erano stati in parte soppressi ma ora giacciono morti sul fondo del lago. A ucciderli, però, è stato soprattutto il disseccamento.

Indipendentemente dalle cause della «secca», conclude Negra, «qualche riflessione sulla gestione dell’aspetto idrico della questione sarà stata fatta, già durante gli scavi della galleria». E adesso, visti gli evidenti segnali di un equilibrio, la questione «merita un approfondimento. Sarebbe molto bello riuscire a rimuovere queste cause e a riavere il lago».