Il caso

domenica 17 Maggio, 2026

«Attesa una pioggia di ricorsi, assunzioni con riserva»

di

Zini (Associazione présidi): «Ogni scuola deve avere il suo dirigente». Bolognani (Cisl Scuola): «Da evitare le reggenze, le scuole sono complesse»

Le questioni aperte sul reclutamento dei nuovi dirigenti scolastici trentini attraverso il concorso in fase di espletamento e che a settembre dovrebbe portare in sella alle scuole superiori e agli istituti comprensivi 10-11 nuovi dirigenti, preoccupa i sindacati della scuola.

Monica Bolognani, segretaria generale della Cisl Scuola palesa i timori per fine estate: «Abbiamo necessità di nuovi dirigenti scolastici. Ma i timori riguardano il fatto che la procedura, tantopiù con i possibili e probabili ricorsi, non sia ultimata per fine agosto e che diverse realtà scolastiche restino scoperte. Non abbiamo elementi per entrare nel merito delle perplessità e delle polemiche che stanno nascendo sulla procedura, sulla correzione degli elaborati, sulle bocciature. Ma è facile immaginare che se i nuovi dirigenti non saranno dichiarati vincitori nei tempi previsti, sarà necessario ricorrere alle reggenze, che sono uno strumento che andrebbe evitato. Perché le nostre scuole sono già caratterizzate da numeri importanti per quanti studenti e studentesse le frequentano. La gestione è complessa, la reggenza sarebbe ancora più difficile. Dalle scuole ci arrivano segnalazioni di difficoltà e criticità che un reggente non riuscirebbe ad affrontare. Le scuole non sono ambienti facili e servono dirigenti presenti, uno per istituto. Le tempistiche sono importanti. L’altra criticità che al di là del merito dei ricorsi ci sentiamo di evidenziare – prosegue Bolognani – riguarda il tirocinio che i nuovi dirigenti dovranno sostenere nell’ambito dell’iter delle prove della selezione in corso. Sono periodi da fare tra la fine della scuola, con gli esami e l’estate, che è un momento di sospensione dell’attività didattica per le vacanze estive, in cui manca il contatto diretto con alunni e alunne».

Maura Zini, dirigente di un istituto comprensivo in Val di Non, è la presidente dell’Anp trentina, l’associazione nazionale présidi (dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola). «C’è una commissione di persone qualificate al lavoro. Sono professionisti e dico che il loro lavoro va rispettato. Il bando uscito a gennaio mi sembrava chiaro nel delineare tutti i passaggi. Anche il corso da 60 ore è una scelta della giunta da rispettare. Chiaro: c’era l’urgenza di procedere con la selezione per non lasciare scoperte le scuole il prossimo settembre. Sappiamo che è una formula diversa dal solito, ma temporanea. Non manca il lungo accompagnamento ai nuovi dirigenti scolastici per il primo anno, non mancano le ore di formazione e il tutoraggio. Anche per chi dalla graduatoria entrerà negli anni successivi. Che ci possa essere una pioggia di ricorsi, in qualche modo fa parte del gioco… Si è trattato dell’unico concorso in Italia, in questo periodo, per dirigenti scolastici e quindi è stato partecipato al di là delle aspettative. Ciascuna scuola per noi ha l’esigenza e il diritto di avere un suo dirigente. La nostra associazione è chiara su questo. Abbiamo già avuto dei colloqui con la Provincia: in caso di mancata conclusione dell’intero percorso selettivo anche per i ricorsi, riteniamo si debba procedere ad assunzioni con riserva dei nuovi dirigen«Rischio ricorsi,
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