I dati
mercoledì 1 Aprile, 2026
Più di 1500 interventi e 1600 persone aiutate in quota: i numeri del 2025 del Soccorso Alpino trentino
di Massimo Furlani
Numeri in crescita rispetto al 2024. Il presidente Cainelli: «Anno intenso, tanti incidenti mortali in estate»
Un totale di 1553 interventi per soccorrere 1602 persone sulle montagne trentine e non solo. Sono numeri decisamente importanti quelli che raccontano l’attività del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino nel corso del 2025. A diffondere i dati relativi all’anno precedente è stato lo stesso servizio.
«Durante il 2025, il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino ha operato su 1.553 interventi, portando soccorso a 1.602 persone – si legge nel rapporto – I dati comprendono sia i soccorsi svolti in ambiente montano, ipogeo e impervio, legati alle attività praticate quali, ad esempio, l’escursionismo, l’alpinismo, le vie ferrate, il parapendio, lo scialpinismo, le scalate su roccia e cascate di ghiaccio, sia i soccorsi per altre tipologie d’incidenti, per le quali la Centrale Unica di Emergenza ha ritenuto indispensabile l’intervento di tipo tecnico e tecnico/sanitario del Soccorso Alpino, in collaborazione con gli altri enti di Protezione Civile. Rispetto al 2024 sono state soccorse 95 persone in più».
In più della metà dei casi (53.1%) le persone assistite sono state escursionisti, seguono poi in ordine i ciclisti in mountain bike (15.7%), gli alpinisti (7.4%), le vittime di incidenti sul lavoro (3.1%), gli scialpinisti (2.2%), le ferrate (2.1%), i base jumper e gli altri sportivi sulla neve (1.6%), i fungaioli (1.5%) e i climber (1.1%). Sul totale delle 1602 persone soccorse, 909 di loro sono rimaste ferite, 634 illese, mentre i decessi sono 51. Guardando alla nazionalità, l’82,6% di loro è italiana, fra i Paesi esteri i più soccorso sono i tedeschi (6,7%). Fra le principali cause di incidente rientrano cadute e scivolate accidentali (46,9% dei casi), seguite da problemi fisici o malori (18,4%) e la perdita di orientamento (6,7%).
I soccorritori che fanno parte del servizio e sono stati coinvolti nelle varie operazioni garantendone l’attività per 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno sono 766 Sono 62, invece, le persone che hanno seguito i corsi di formazione per diventare operatori durante l’anno.
La stazione speleologica è stata protagonista nel corso dell’anno di operazioni di soccorso, fra cui anche quella in Piemonte per salvare l’uomo rimasto bloccato nell’abisso Paperino. Gli interventi in cui le unità cinofile sono state allertate, infine, sono stati in totale 56.
«Il 2025 è stato un anno intenso per le nostre Stazioni, segnato da operazioni complesse e da eventi che hanno colpito profondamente la comunità della montagna – dichiara il presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, Walter Cainelli. – Dalla lunga e impegnativa ricerca dei due escursionisti dispersi sul Carè Alto all’inizio dell’anno, ai numerosi incidenti mortali dell’estate, abbiamo operato con professionalità, competenza e forte senso di servizio. Accanto all’attività di soccorso, resta per noi centrale la promozione di una cultura della prudenza e della responsabilità in montagna. A un anno dall’insediamento della nuova Direzione provinciale, lavoriamo con una squadra che guarda al futuro con responsabilità e determinazione. Il bilancio dell’anno ci restituisce l’immagine di un’organizzazione solida e profondamente radicata nel territorio, che mantiene costantemente al centro la tutela delle persone in difficoltà e il loro bisogno di aiuto».
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