Fauna selvatica

venerdì 17 Luglio, 2026

Caccia ai cinghiali con l’arco, l’Enpa incontra la prefetta e lancia una petizione: «Preoccupazione per la sicurezza delle persone, atroci sofferenze per gli animali»

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L'ente in una nota sottolinea come il provvedimento della Provincia esponga i cittadini al pericolo

In merito al provvedimento varato dalla Provincia dell’apertura alla caccia ai cinghiali con l’arco, la sezione dell’Enpa di Rovereto ha incontrato nella giornata di ieri la prefetta di Trento Isabella Fusiello alla quale è stata esposta la preoccupazione per la sicurezza delle persone, nello specifico – come si legge in una nota dell’ente – per «i cacciatori stessi, ma ancor più per i “laici”, cioè tutti coloro (famiglie con bambini, turisti, escursionisti spesso accompagnati da propri cani, ciclisti, fungaioli, appassionati di fotografia naturalistica, ecc.) che desiderano poter frequentare i boschi e le montagne del Trentino senza temere di venir colpiti da letali frecce vaganti».

L’Enpa nel testo ricorda poi come, nonostante l’uso dell’arco fosse consentito a partire dal 1992, i cacciatori hanno sempre preferito il fucile, poiché studi in merito a caratteristiche e funzionalità dimostrano la maggiore affidabilità dell’arma da fuoco rispetto a quella da lancio. Quest’ultima, infatti, sempre secondo l’Enpa, «espone le persone al forte rischio di rimanere travolte dagli animali feriti, che fuggono in preda al terrore e alla sofferenza, oppure di venir colpiti dalle frecce sfuggite».

L’Ente Nazionale di Protezione Animali, inoltre, invita a firmare una petizione per firmare il provvedimento, sia per la salute degli animali (che morirebbero dopo atroci sofferenze, se colpiti da una freccia), sia per la sicurezza delle persone.