Il caso

sabato 14 Marzo, 2026

Neve e sostenibilità ambientale, Legambiente critica Panarotta e Bolbeno. E Failoni tuona nei social: «Polemiche strumentali»

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L'assessore cita il rapporto Nevediversa 2026 e ribatte alle valutazioni (negative). «Scelte poco lungimiranti su questi impianti? I numeri dicono cose diverse»

Il dibattito sul futuro del comparto sciistico trentino si accende a seguito della pubblicazione di NeveDiversa 2026, il rapporto annuale di Legambiente che analizza la sostenibilità degli impianti a bassa quota. Nel mirino dell’associazione ambientalista sono finiti in particolare i poli di Bolbeno e della Panarotta, definiti esempi di investimenti pubblici poco lungimiranti. Non si è fatta attendere la replica dell’assessore provinciale al turismo Roberto Failoni, che ha risposto punto su punto alle critiche, definendole «polemiche strumentali».

Secondo il rapporto di Legambiente, investire su Bolbeno sarebbe un errore poiché «ci sono numerose alternative per i campi scuola spesso più vicine ai luoghi di residenza delle scolaresche». Failoni ha respinto con forza questa visione, sottolineando i numeri record della stazione: «Bolbeno quest’anno ha ospitato 2000 bambini dalle scuole di quasi 60 Comuni», servendo un bacino potenziale di 160.000 abitanti.

L’assessore ha rivendicato l’efficacia degli interventi strutturali, spiegando che la stazione è rimasta operativa dall’Immacolata fino a metà marzo grazie a un microclima che funge da «vera macchina del freddo». Grazie alla nuova seggiovia e al potenziamento dei servizi, Failoni ha ribadito che il polo «sta diventando un punto di riferimento anche per i turisti», smentendo l’ipotesi di una dismissione.

Il rapporto NeveDiversa ha sollevato dubbi anche sulla Panarotta, criticando l’utilizzo di tecnologie per l’innevamento artificiale capaci di operare anche a temperature elevate. Failoni ha risposto parlando di un rilancio concreto operato dalla nuova società Lagorai 2002, precisando che la stazione «è stata chiusa gli ultimi anni solo per problemi societari».

L’assessore ha citato l’ottimo andamento dell’ultima stagione, favorita da abbondanti precipitazioni nevose, definendo l’operazione «un successo, non di certo un fallimento» e una risposta necessaria per le famiglie della Valsugana.

L’intervento di Failoni si è concluso con una difesa a tutto campo del modello trentino. Contro le «sentenze» degli ambientalisti, la Provincia rivendica la scelta di continuare a puntare sulle «palestre a cielo aperto per lo sport dei nostri ragazzi».

Nonostante le pressioni per una riconversione turistica, la linea della Giunta rimane ferma: lo sci resta l’asset principale. «Il Trentino risponde con ottimismo e concretezza», ha concluso l’assessore, confermando che la Provincia continuerà a investire su un settore che «rimane il prodotto turistico principale dell’inverno trentino».