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venerdì 6 Marzo, 2026

Crisi Iran, Meloni frena sull’uso delle basi Usa in Italia: «Non siamo in guerra, pronti a tassare gli speculatori»

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Informativa di Tajani e Crosetto in Parlamento: 250 militari italiani spostati in Arabia Saudita. Approvata la risoluzione per la difesa aerea nel Golfo, ma è scontro con le opposizioni per l'assenza della premier in Aula

Ieri mattina la premier Giorgia Meloni ha rilasciato un’intervista al programma “Non stop news” in onda su Rtl 102.5. Alla domanda sull’uso delle basi militari americane in Italia per l’offensiva all’Iran, ha risposto che «ad oggi non abbiamo nessuna richiesta in questo senso e voglio dire che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra. C’è un rischio escalation dalle conseguenze imprevedibili, sono preoccupata per le ripercussioni per l’Italia» ha detto.

Quindi ha dichiarato le sue intenzioni nei confronti delle aziende che potrebbero speculare sui costi dell’energia: «Abbiamo già sentito in queste ore il presidente di Arera che ha già attivato i meccanismi che servono a evitare fenomeni speculativi, e per monitorare i prezzi del gas, faremo tutto quello che possiamo per non darla vinta a chi dovesse speculare e sono pronta ad aumentare le tasse ad aziende che dovessero speculare sulle bollette».

Successivamente i ministri della Difesa Crosetto e quello degli Esteri Tajani hanno parlato prima alla Camera poi al Senato. Per Tajani sono circa 100 mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree di crisi. «Di fronte agli attacchi indiscriminati» compiuti dall’Iran verso i Paesi vicini, «alcuni nostri partner strategici del Golfo hanno formalmente chiesto il sostegno dell’Italia per rafforzare le proprie capacità di difesa aerea» ha spiegato. Poi ha detto che 250 militari italiani sono stati spostati in Arabia Saudita. Per Crosetto ora può succedere di tutto e ha ammesso che Usa e Israele hanno violato il diritto internazionale.

Infine la Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza che impegna il governo «a partecipare» allo sforzo comune Ue per sostenere, in caso di richiesta, Stati membri nella difesa del proprio territorio da attacchi iraniani e a «confermare il rispetto, nell’utilizzo delle installazioni militari presenti in Italia e concesse alle forze statunitensi, del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti». La risoluzione parla anche del dispiegamento di sistemi di difesa aerea e antimissilistica a protezione dei cittadini italiani e delle infrastrutture strategiche.

Vibrata protesta per l’assenza nell’aula del Parlamento della premier Meloni. Secondo Pd e Cinque Stelle «trova il tempo per rilasciare interviste senza contraddittorio, ma non viene a riferire in Parlamento». Poco dopo il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha comunicato la disponibilità di Meloni a venire in Parlamento mercoledì 11 marzo. «Dite che se la premier fosse venuta oggi avrebbe detto le stesse cose – ha tuonato Roberto Giachetti di Iv -. Ma la presenza della premier qui oggi è un fatto politico». Matteo Renzi invece al Senato ha attaccato Tajani, mentre la segretaria del Pd Elly Schlein ha detto «no all’autorizzazione delle basi per appoggiare questa guerra che viola il diritto internazionale» richiamando l’articolo 11 della Costituzione.