Economia
mercoledì 4 Marzo, 2026
Crisi in Medio Oriente, l’allarme di Federconsumatori: «Rincari in bolletta da 450 euro fra elettricità e gas»
di Redazione
Aumenti superiori al 39% con valori che sfiorano i 60 euro al megawattora: «Non è accettabile che ogni crisi internazionale si traduca automaticamente in un peggioramento delle condizioni di chi vive di salario o pensione»
Dopo Dolomiti Energia (Il T di oggi) e Conftrasporto anche la Federconsumatori trentina lancia l’allarme in merito ai rincari delle bollette dovuti alla crisi in corso in Medio Oriente.
«L’impennata delle quotazioni del gas sui mercati europei, con aumenti superiori al 39% e valori che sfiorano i 60 euro al megawattora, riapre uno scenario che in Trentino richiama alla memoria la crisi energetica del 2022-2023 – si legge nella nota stampa dell’associazione – In assenza del disaccoppiamento tra prezzo dell’elettricità e prezzo del gas, l’intero sistema tariffario rischia di trascinare verso l’alto anche le bollette elettriche. Il risultato è prevedibile: un ulteriore aggravio a carico delle famiglie e del lavoro dipendente, mentre i meccanismi di formazione dei prezzi restano legati a dinamiche finanziarie e speculative su cui i territori non hanno alcun controllo».
I dati provengono dalle stime dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori, che prevede un incremento in bolletta di diverse centinaia di euro: «Se i prezzi dovessero stabilizzarsi sui livelli attuali, una famiglia anche trentina che utilizza il gas per riscaldamento, acqua calda e cucina potrebbe subire un aggravio di circa 349 euro annui – si legge – A questi si aggiungerebbero oltre 100 euro medi annui per l’energia elettrica. In un territorio come il nostro, dove il costo della vita è già superiore alla media nazionale e dove salari e pensioni non hanno ancora recuperato il potere d’acquisto eroso dall’inflazione degli ultimi anni, questi rincari rischiano di comprimere ulteriormente i consumi e di ampliare le disuguaglianze sociali. Il problema non è solo contingente, ma strutturale: un sistema energetico in cui il prezzo di un bene essenziale viene determinato da tensioni geopolitiche e dinamiche di mercato globali espone le comunità locali a una vulnerabilità permanente».
Il tema che desta maggiore preoccupazione è infatti l’impatto che questo rincaro potrebbe avere sulle famiglie trentine: «Non è accettabile che ogni crisi internazionale si traduca automaticamente in un peggioramento delle condizioni materiali di chi vive di salario o pensione – conclude la nota – L’energia è un bene primario, indispensabile alla vita quotidiana e alla dignità delle persone. Se non si interviene con decisione, il rischio è un nuovo arretramento sociale, con aumento delle morosità, contrazione dei consumi interni e un ulteriore indebolimento del tessuto economico provinciale».
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